Aria cattiva su AVETO e TREBBIA
October 11, 2007 9:48 amIeri sera sono stato all’incontro promosso da Legambiente e Fips a Rivergaro per coordinare forme di contrasto ai progetti di captazione a fini idroelettrici di AVETO, TREBBIA e altri torrenti minori in VAL NURE.
Come si era letto dalla Libertà (giornale di Piacenza) sono stati presentati in Provincia di Piacenza progetti per la realizzazione di impianti idroelettrici sui suddetti fiumi.
L’intervento dovrebbe prevedere la captazione a Ruffinati dell’Aveto e alla centralina di Losso per il Trebbia con restituzione dell’acqua in alveo a confiente (circa 15Km dopo per il primo e circa 20Km per il secondo), garantendo un minimo vitale (leggasi mortale) di 0,8 mc/sec. Se volete potete già incazzarvi. Che ci fossero minacce lo si sapeva, ma che fosse così brutta io non pensavo. Lo stato delle cose è il seguente:
1) La società presentatrice è una ditta della provincia di Brescia con una partecipazione da parte dei comuni di Ferriere, Ottone, Cerignale, comuni sui quali si realizzerebbe l’opera.
2) La Provincia deve dare parere favorevole dopo aver esaminato se gli interventi sono allineati con le indicazioni del Piano Territoriale, cosa dubbia,
3) Esiste già un precedente di questa estate per l’autorizzazione di un impianto a Ferriere (Nure) in contrasto, ma di scarso impatto.
4)Le associazioni saranno sentite solo a scopo di consultazione.
5)L’organo che decide è la conferenza dei servizi (Enti locali ussl ecc., in parte gli stessi proponenti) visti gli studi di impatto ambientale e le osservazioni della cittadinanza.
6) Se passa l’autorizzazione diventa opera di interesse pubblico con tutto ciò che consegue.
7) Se viene realizzata sarà impossibile dire di no ad altri progetti simili e in breve tutto il fiume sarà captato.
8)I tempi sono dell’ordine di 1 o 2 mesi.
Cosa si è deciso di fare per il contrasto?
1) Informare a cominciare dalla popolazione, finora tutto è stato molto riservato.
2) Organizzarci in un gruppo di difesa.
3) Chiedere un incontro (già fatto) con l’assessore dell’ambiente della provincia.
4) Chiedere una moratoria su tutte le opere idroelettriche in provincia al fine di fare un piano energetico serio provinciale.
5) Tenersi pronti ad una o più manifestazioni di protesta e informazione.
6) Costituire un gruppo di tecnici per preparare le osservazioni appena presentato lo studio di VIA.
E’ poco, ma per ora legalmente è quanto possibile.
Io sarò disponibile a fornire tutte le informazioni che avrò sul tema.
Vorrei che anche il mondo della canoa si mobilitasse contro questo ennesimo abuso e si opponesse a chi considera il fiume una cosa non di bene pubblico, ma di pertinenza dei comuni sui quali transita.
con molta tristezza Luigi Garioni.
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Categories: Fiumi minacciati, Trebbia





12 Risposte to “Aria cattiva su AVETO e TREBBIA”
ciao, sono un canoista che per lavoro si occupa di questioni relative all’energia. mi sono messo dunque a fare due conti sulla base delle informazioni contenute nel messaggio.
ipotizzando di captare i due fiumi (Aveto e Trebbbia) per lunghezze rispettivamente di 15 e 20 km e ipotizzando che i suddetti fiumi abbiano una pendenza media del 10 per mille si ottengono salti di (risp.) 150 e 200 m che consentono di produrre, per ogni m3/s di portata media annua captata per cisacun corso d’acqua, risp. 10 e 14 milioni di kWh circa per complessivi ricavi annui di poco inferiori a 5 milioni di €/anno considerando i certificati verdi per.
non so quantificare l’entità della spesa per tali lavori, ma probabilmente i tempi di ritorno sono molto lunghi.
l’altra considerazione che faccio è la seguente, mi pare che negli ultimi anni il trebbia di acqua ne veda molto poca e se prevedono di rilasciare un deflusso minimo di 0,8 m3/s dovranno portarsi l’acqua da casa (ho guardato l’idrometro di valsigiara e dava una media degli ultimi giorni di 0,5 m3/s e l’aveto a Salsominore ne aveva 0,16 m3/s).
A me sembra che un’opera del genere, lasciando stare gli aspetti ambientali, non stia in piedi dal punto di vista tecnico-economico, ho il sospetto che gli unici a guadagnare saranno i proprietari dell’impresa che farà i lavori, mentre chi dovrà gestire le centrali (i comuni) ci smenerà un mare di soldi.
Quello che posso suggerire è di informarsi per sapere quali portate medie sono state considerate negli studi di fattibilità e contemporaneamente reperire i dati sulle portate effettive degli ultimi anni (l’arpa dovrebbe avere tutto).
credo che se si spiega agli interessati che l’impresa potrebbe essere fallimentare dal punto di vista economico, questo possa aiutare parecchio.
Saluti e auguri.
Giuseppe Coduri
giuseppe.coduri@fastwebnet.it
Come dici tu, il conto economico non regge. Vengono spesi denari pubblici (diversi milioni di euro) per ricavarne da come si evince dai dati degli stessi proponenti energia per 20-30mila euro/anno. Ma non importa i soldi non sono i loro i finanziamenti arrivano al 90-95% in più tanti certificati verdi. Usare quei soldi per altre tecnologie rinnovabili renderebbe molto di più, ma forse non rientrerebbero in una partita di giro.
Secondo me questo è un progetto nato quando il trebbia e l’aveto avevano un regime idrico diverso: portate costanti per lunghi periodi dell’anno (mi pare che una volta da ottobre a maggio-giugno si potesse quasi sempre canoare in trebbia e in aveto) da una decina d’anni ormai questi fiumi sono praticamente sempre secchi (portate minori di 1 m3/s) e sporadicamente sono soggetti a piene anche rilevanti ma che, dal punto di vista della produzione idroelettrica, non sono molto sfruttabili.
pertanto dico che sarebbe il caso di verificare quali curve di portata i proponenti hanno messo in progetto e confrontarle con i dati reali degli ultimi anni. io credo che potrebbero saltare fuori cose molto interessanti e ciò potrebbe aprire gli occhi a molti amministratori. D’accordo che hanno finanziamenti al 90%95% ma chi ci mette i soldi vorrà prima poi capire se la cosa ha senso.
Considera poi che gli impianti idroelettrici, al di sotto di una certa percentuale della portata di progetto, non possono più produrre e quindi i nostri impianti rischiano di rimanere fermi buona parte dell’anno.
per quanto riguarda i certificati verdi il beneficio consiste in circa 100 €/MWh per otto-dodici anni, in pratica per aiutare l’ammortamento degli investimenti, viene raddoppiato il prezzo dell’energia; ma se l’energia non la produci, i certificati non li prendi..
ciao.
Una lettera per i giornali
Io ho scritto una lettera destinata ai giornali, per far conoscere le vicende che stanno succedendo in Valtrebbia. Il tono è generalista: è un messaggio per il grande pubblico, non per addetti ai lavori o canoisti. Gradirei avere la vostra opinione, e se qualcuno volesse unire il proprio nome, sicuramente avrebbe un peso maggiore.
segie il testo.
Ancora dighe, ma per la Val Trebbia vogliamo
un altro destino
Un brutto sogno si sta avverando. Dopo anni in cui
si sentiva l’idea nell’aria, si lanciano progetti per una pesante
infrastrutturazione nelle valli del Trebbia e dell’Aveto, in provincia
di Piacenza: è tra le zone più intatte dell’Appennino Settentrionale.
I fatti: due grandi sbarramenti, uno in località Losso, alta Val
Trebbia, uno vicino a Ruffinati, in Val d’Aveto, principale affluente
del Trebbia. A corollario, altri impianti lungo gli affluenti del Nure,
altro importante corso d’acqua della provincia di Piacenza. Significa
mettere nei tubi la maggior parte del flusso di questi corsi d’acqua,
salvo un “minimo vitale” risibile. Sono interessati almeno una trentina
di chilometri di fiumi: un’opera ingente, di forte impatto.
Questi
tratti fluviali sono senza discussione tra i più integri dell’intero
nord Italia, quasi un miracolo che questi torrenti abbiano mantenuto
paesaggi quasi pre-storici nella loro originalità. Laghetti, meandri,
curve sinuose attraverso boschi senza confini. Posti da intenditori, di
escursionisti che scendono al fiume a fare un bagno, un raro bagno in
acque pulite a poco più di 100 km da Milano, di canoisti che scivolano
lungo le stesse acque. E poi pescatori, fotografi, appassionati di
natura, di silenzi. Certo, non sono grandi numeri, ma le acque del
Trebbia e dei suoi affluenti hanno una platea di affezionati
frequentatori. E il valore aggiunto portato da queste anse verdi, da
queste montagne dove sono tornati i rapaci, da paesini appesi in alto,
tra vallate laterali, raggiunti da strade impossibili dalle mille
curve… è un valore che sembra aumentare di anno in anno, come il vino
buono nelle botti. Non la facile moneta che si svaluterà dopo qualche
stagione.
Certo, non è facile lottare contro la frenesia costruttrice.
Ci dicono che abbiamo bisogno di energia, che quella idroelettrica è
energia rinnovabile. Qualcuno afferma che grazie alle dighe in
Valtrebbia ci sarà una fonte d’energia verde, pulita, locale, in grado
di far calare il legame di dipendenza dal petrolio – che è un argomento
fortissimo, indiscutibile. E che il fiume – grazie alle dighe – fornirà
acqua regolata d’estate per l’assetata agricoltura della pianura
attorno a Piacenza.
Noi vorremmo raccontare l’altra faccia della
medaglia: che la realizzazione delle dighe porterà prima di tutto
cemento, camion, la realizzazione di gallerie e strade; che i soldi
legati alla costruzione prenderanno altre vie, essendo le società
coinvolte di fuori Piacenza; che l’energia prodotta non sarà comunque
molta, visto il limitato dislivello a disposizione; che il piccolo
invaso del Brugneto (realizzato a monte delle opere in progetto negli
anni ’60) non è mai servito a regolare le portate a valle, anzi ha
creato annose discussioni, questioni, imbrogli su quei pochi chilowatt
che produce.
Ma per ultimo il fatto principale: una volta imbrigliati,
Trebbia, Aveto e Nure diventeranno fiumi come gli altri, la zona
perderà la sua caratteristica principale, la sua aura magica. E della
valle che decantò anche Hemingway resterà un triste solco cementificato
e banale, come tanti sotto i nostri occhi.
Chiediamo invece di
sottrarre questi fiumi al loro destino, di far tesoro della loro
differenza. Di tendersi stretto un patrimonio destinato a diventare
sempre più raro nelle nostre regioni.
Valentina Scaglia
Grazie Valentina per la lettera che coglie perfettamente le preoccupazioni in merito alla vicenda e le chiarisce al grande pubblico, spesso distratto e superficiale. In questo momento che scopro che chi deve difenderci ci sta ingannando e per ora non aggiungo altro. Mi piacerebbe sapere a quali giornali intendi mandarla e come fare a sottoscriverla.
ciao gigi
Anche noi del gruppo naturista PcNat siamo ovviamente molto attenti agli eventi.
Da quel che posso apprendere leggendo gli interventi sul nostro forum, gli amici naturisti sono pronti ad opporsi con ogni mezzo a questa svendita del territori,(Non saprei come definirla in altro modo).
Quello che c’è di certo è che i politici locali continuano a spadroneggiare utilizzando il bene di tutti per scopi personali.
E’ ovvio che ad essi non interessa il risparmio energetico od altro.
Spingono solo per incentivare megacantieri in zona, che potrebbero portare beneficio localmente solo a pochi e per una breve durata.
In cambio di questo si avrebbe una valle trafficata da una serie infinita di autocarri con ogni genere di materiali.
Per raggiungere l’alveo con questi mezzi sarà necessario disboscare ampie aree boschive e per intubare l’acqua, si dovrà agire sull’alveo facendo scavi,(ed asportando nel frattempo incalcolabili metri cubi di ghiaia).
Gli unici interessi che intravedo sono per le ditte appaltatrici… e per chi “girerà” attorno ad esse.
Questa sera noi di PcNat saremo ad una riunione di Legambiente a Piacenza, credo che ora più che mai, chiunque abbia a cuore il Trebbia e le sue acque debba unirsi a quel comitato che stà per nascere.
Ennio PcNat
X VALENTINA!! Ciao valentina..purtroppo leggo solo ora il tuo articolo,peraltro meraviglioso,io sono un canoista del centro sportivo di marsaglia e in un certo senso la val trebbia mi rappresenta un po in tutto…ti scrivo per chiederti il permesso di fotocopiare il tuo articolo e darlo in omaggio insieme alla raccolta firme che sto già facedo presso il negozio sport specialist,vicino all’auchan,dove lavoro nel reparto alpinismo e canoa…spero di sentirti presto Ciao Diego 333-4051264
La Val Trebbia è famosa in tutta Italia.
Create una petizione ON LINE ed una petizione in diverse città vicino a voi: Piacenza, Parma, Cremona, Voghera, Lodi…magari Milano!
Io ne sto scrivendo nel mio blog (http://www.ideedemocratiche.splinder.com) siccome ho scritto la notizia dell’appello di un migliaio di scienzati contro il nucleare ma favorevoli alle altre energie rinnovabili come appunto l’idroelettrico.
Avevo trovato qualche settimana fa un documento PDF coi dati tecnici di questi fiumi. Non ricordo più il sito purtroppo. Forse sarà stato redatto dall’Arpa?
Ciao Daniele, la raccolta firme on line e tutte le info che cerchi
sono disponibili su
http://www.notube.it/
sito ufficiale per la battaglia in difesa della val Trebbia.
Se ti servono dati o altre info contattali senza problema
L’energia idroelettrica è una fonte rinnovabile!!
Non inquina!!
Non ha costi per le materie prime!!
Non emette sostanze in atmosfera!!
La corrente che utilizzate invece da dove arriva?
Ciao Giango.
non e` vero che L’energia idroelettrica non inquina.
Inquina poco, inquina meno che il fossile ma inquina.
Fosse anche solo per l’energia sprecata nel costruire le strutture e nell’impatto ambientale che produce.
La corrente che utilizzo io proviene dalle piu` svariate fonti: idroelettrico, nucleare, gas, eolico etc.
MA
non proviene dal Trebbia
Sei cosi` sicuro di avere bisogno di un altra diga per poter vivere?
Anche negli anni 20 la pensavano come te, cercarono di costruire una diga sul Trebbia e il risultato e` un bel parco giochi per noi canoisti.
E’ vero che l’energia idroelettrica non emette residui in atmosfera etc etc, ma è anche vero che isolando un consistente tratto di fiume si possono avere squilibri a livello di falda oltre che a degrado dell’ambiente.. si parla tanto dei danni della siccità.. e un fiume asciutto per 20km (oltre al tratto da Rivergaro a Piacenza che d’estate è già seriamente interessato da magre impressionanti) per mano dell’uomo? Inoltre vogliamo ricordare ai signori favorevoli alla captazione che nel caso ci fosse uno scarico di reflui nel fiume, mancherebbe la capacità autodepurativa sia a causa della scarsa diluizione, sia a causa della comunità di micro e macroorganismi che determinano tale fenomeno.
Inoltre il Trebbia non è l’Adda o il Ticino e quindi non ha una portata dignitosa (in alcuni casi insufficiente comunque) anche se sottoposto a continue captazioni lungo il corso.. per fare accendere il condizionatore al villeggiante bisogna deviare il fiume? ma su.. anche analizzando il rapporto costi benefici saremmo ampiamente sotto la convenienza.. Che dite: ci sarà un motivo se non è stata fatta fino ad ora (e mi risulta che una volta il regime del fiume era più regolare) o no? E qui non si parla di discariche tristemente necessarie in campania.. ditemi a cosa serve una minuscola centralina idroelettrica alimentata dal minuscolo Trebbia.. a questo punto.. azzeratemi i meandri di Marsaglia con una bella diga a monte di Bobbio che allaghi tutta la valle fino ad Ottone..
Tutta la mia solidarietà alla Val Trebbia sperando di ritrovarmela ancora integra per quando mi ci stabilirò per la vecchiaia..
Brianzolo amante dei fiumi.
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