Ckfiumi S.O.S

verVOGNA!

October 17, 2007 3:47 am

Carissimi …

visto che è un pò che si parla di dighe in Valsesia sappiate che esiste un “genio”, che peraltro si spaccia per amante della montagna, che per anni ha militato nelle file del CAI come dirigente , che ha sviluppato un legame profondo con lo spettacolare ambiente della Val Vogna e con la frazione Peccia in particolare (cfr. http://xoomer.alice.it/nuovopapiro/dopo_egitto_file/carlesi_piero.htm ) e che nonostante tutto ciò, riesce ad affermare quanto indicato nell’articolo (uscito sul n. del 12/10/2007 sul Corriere Valsesiano) qui di seguito riportato.

“Nuovo lago sul Vogna” - Corriere Valsesiano 12-10-2007

[ Altre immagini a fondo pagina]

Il titolo ha già del miracoloso: “Nuovo lago in Val Vogna” … un apparizione come non se ne avevano dai tempi di Lourdes!


Credo che ogni commento al riguardo risulti inutile, ma soprattutto se si analizzano i seguenti due passaggi, qualcosa devo dire:

“[…] i lavori, assai contrastati dagli ambientalisti, si sono rivelati in realtà migliorativi almeno per la strada carrozzabile, più larga e meno pericolosa […]“[…] Probabilmente, a valle del lago, le trote non avranno più l’acqua necessaria alla sopravvivenza, ma in compenso a monte l’acqua sarà abbondante quanto prima. I pescatori sono avvisati”

Ora senza nulla voler togliere ai diritti dei pescatori credo che gli stessi sarebbero stati sicuramente più felici di scorazzare su e giù per il Vogna, che in un prato affollato e in un ambiente in cui presto si potrà arrivare con dei pullman grazie alla “strada carrozzabile più larga”, … già che ci siamo proporrei al lungimirante giornalista di farsi promotore di un bel ristorante sul lago (magari costruito su delle palafitte così ognuno si potrà pescare la propria trota e mangiarsi un bel sashimi fresco fresco senza sbattimenti inutili). Ed un servizio di navette non lo vogliamo realizzare? Beh … almeno pensiamo ad una bella spianata di cemento fronte lago e ad un bel parcheggione! ;-)

E sempre il gentil signore in oggetto avrà mai pensato di spiegare alle trote, fra un po’ in “leggero stato di asfissia”, che potrebbero evitare tale “effetto collaterale” raggiungendo, prima della conclusione dei lavori, l’abbondante acqua presente a monte dell’impianto? … o ci penserà lui a posteriori con un retino? Ah no … dimenticavo che le trote nei fiumi non ci nascono più … vengono reintrodotte … allora il problema è già risolto alla base ed il sashimi è servito!

Però un indubbio vantaggio nel Vogna secco ci sarà: Carlesi potrà riprendere i gli studi fatti in occasione della laurea sulle tematiche di petrografia (branca della petrologia che descrive nel dettaglio le rocce, i loro minerali e le loro tessiture) studiando “a fondo” il corso del suo adorato torrente!

Lavori per losbarramento sul torrente Vogna in Valsesia - Piemonte

Poche ultime righe con dei riferimenti:

- In un documento del CAI (”Problemi energetici e ambiente” reperibile in http://www.cai.it/uploads/media/Problemi_energetici_e_Ambiente.pdf e che l’affermato giornalista, data la sua militanza nel CAI dovrebbe ben conoscere) si fa notare con riferimento ad uno studio del 1992 (figuriamoci quale sia la situazione ad oggi) che “Lo sfruttamento di energia idroelettrica è attualmente la causa dei più significativi cambiamenti della natura delle Alpi. Soprattutto a causa dell’accorpamento delle captazioni idroelettriche, si hanno gravi alterazioni del bilancio idrico e dell’ecologia fluviale alpina. I collegamenti fra corsi d’acqua appartenenti a diversi bacini imbriferi, gli impianti idrovori e le opere di sbarramento provocano alterazioni del regime di deflusso e una riduzione dei livelli di deflusso minimo vitale, nonché una interruzione della continuità ecologica dei corsi d’acqua. Uno studio sul grado di naturalità dei fiumi alpini è giunto alla conclusione che nell’intero spazio alpino solo il 10% dell’intera rete fluviale può essere classificata come naturale o seminaturale. […]

Strano che ad una ex “eminenza del CAI” tale aspetto sia sfuggito e che lo stesso cerchi ora di “giustificare” l’opera in fase di realizzazione con il possibile sviluppo di un turismo più sostenibile diretto al nuovo lago della Val Vogna … credo che nella zona saranno tutti ben contenti di ospitare una moltitudine di “meravigliosi turisti della domenica”, i quali potranno finalmente andare a farsi un bel pic-nic sul lago producendo immondizia in quantità (e speriamo che qualcuno pensi anche a loro smaltimento … il cui costo sarà ovviamente a carico della comunità di Peccia), ma soprattutto passando in auto davanti alle loro abitazioni … tanto ormai la strada c’è, è larga, sicura e quindi … perché non usarla?

Qualcuno avrà mai spiegato al gentil signore (magari inviandogli proprio il citato documento del CAI) che uno dei settori ad alto consumo energetico è proprio quello turistico? Ora se è vero che l’energia che sarà prodotta verrà utilizzata in loco, siamo poi sicuri che queste opere non saranno di solo vantaggio dei gestori dei “microimpianti” che vedranno al contempo salire i loro introiti grazie ad un maggiore afflusso nei locali che potrebbero insediarsi in zona (sto parlando proprio del settore alberghiero e della ristorazione) e alla conseguente richiesta di energia?

- sempre il CAI (continuo a citarlo proprio in relazione alla passata militanza del soggetto in tale organizzazione) ha disposto già dal 1981 un “Biodecalogo” (cfr. http://www.cai.it/uploads/media/Bidecalogo_01.doc ) in cui fra le altre cose (cfr. punto 4) si indica come si debbano perseguire aspetti correlati ad “Evitare la proliferazione indiscriminata di strade, piste, carrozzabili, camionabili, trafori e simili. […]” e a “[…] Distinguere tra la viabilità esistente una rete di riconosciuta necessità territoriale, economica e sociale […]” … Ma qualcuno avrà avvisato Carlesi? Forse è per questa scarsa collaborazione con i vertici aziendali che lo stesso si è dimesso dal CAI … d’altra parte non gli passavano i documenti!

Lavori per lo sbarramento sul torrente Vogna in Valsesia - Piemonte

Spero almeno che, una volta terminati i lavori, la strada per la centralina sia chiusa al traffico … almeno per il quieto vivere del resto della popolazione della zona che, loro malgrado, si sono visti precipitare dall’Egitto (dove il deserto impera e l’acqua esiste solo nel Nilo anche se ancora per poco …) un tale elemento “innamorato” della montagna e della sua “immutabile naturalezza”

Ora mi sorge un ultimo dubbio: ma quando Carlesi accusa i vertici del CAI di “una scarsa collaborazione” che peraltro lo portò a dimettersi da tale organizzazione non è che fosse un pelo “disconnesso”?

Giorgio Jandolo (JC)

Seguono altre immagini (prese domenica 14 ottobre 2007) dei lavori eseguiti nella gola del torrente alpino per il passaggio della condotta forzata:

39 Risposte to “verVOGNA!”

Luigi wrote a comment on October 17, 2007

Penso che sia giusto fare nomi e cognomi di chi fa e di chi avvalla e che le resposabilità ricadano con somma pesantezza su chi calpesta ambiente e verità.
ciao gigi

Nicoletta wrote a comment on October 17, 2007

Carissimi, come sapete (e se ancora non lo sapete ve lo dico io), in
estate sono iniziati i lavori di stupro di una delle più belle valli
laterali della Valsesia, la Val Vogna, perla di rara bellezza e di
inestimabile valore, non foss’altro per il fatto di trovarsi in un
territorio altamente antropizzato (ammettiamolo: se si trovasse in
Norvegia, chi se la inc…..erebbe? Ah, povero nord Italia!!).
Ebbene si: anziché dichiarare l’intero comprensorio della Valsesia “parco
nazionale - naturale - faunistico - riserva - zona protetta - vietato
l’accesso, pussa via!” , come farebbero in qualsiasi paese attento alla
valorizzazione del proprio territorio, qualche genio del Male locale,
evidentemente abbagliato dagli incentivi CEE sulle microcentrali, ha
pensato bene di accaparrarsi la sua fettina di torta comunitaria
sacrificando una valle di difficile accesso e, di conseguenza, rimasta
pressoché intatta. Detto, fatto: senza far troppo rumore, il sentierino
che portava agli alpeggi e ai laghetti alpini è stato dilaniato per far
passare ruspe di varia forma e misura e il risultato è che IL TORRENTE
VOGNA è stato sacrificato nel nome dell’”impianto a basso impatto
ambientale”!
Avete letto bene: come ha già scritto il signor Carlesi nel suo
sconcertante quanto irritante articolo
http://www.ckfiumi.net/rep/vogna_articolo.jpg, il torrente non c’è più:
a monte del nuovissimo sbarramento, le sponde naturali del torrente sono
state graziosamente ricoperte di cemento (nel rispetto dell’ambiente,
ovvio!) e ora c’è una pozza d’acqua (che, per quanto mi riguarda,
considero SACRILEGO paragonare ad un laghetto alpino!!!) e a valle dello
sbarramento… cosa volete che sia rimasto se non una pietraia? Ma forse,
visto che l’opera è senza dubbio passata al vaglio della commissione del
VIA (Valutazione dell’Impatto Ambientale) qualche assessore si sarà già
dato da fare per trasformare il letto asciutto dell’ex torrente in una
nuova strada…ciclabile, s’intende!

Dopotutto, si sa, no? Con la formula “nel rispetto dell’ambiente” (frase
che ormai si sente anche per pubblicizzare i peggio SUV…e devo ancora
capire cosa ci sia di ecologico in un bestione che fa 2 km con un
litro…) o, meglio ancora, nel nome dell’”energia rinnovabile”, si fa di
tutto: carrozzabili dove c’erano sentieri; asfalto dove c’erano
carrozzabili, dighe dove c’erano torrenti e, ça va sans dire, casermoni
immensi dove c’erano prati o baite… intanto, noi veri amanti della
natura e, diciamolo, sfigatissimi turisti della domenica, ci siamo persi
uno degli ultimi piaceri dell’anima, mentre il Pianeta Terra ha una ferita
in più.

Si, lo so, lo so: facile parlare, intanto uso il PC, guardo la tele, uso
la lavatrice e prima di urlare d’indignazione dovrei autoregolamentarmi e
consumare meno energia e bla bla bla. Fidatevi: nel mio microcosmo, lo
faccio da anni. E rilancio: vi assicuro che… se “a naso” avessi avuto
sentore che il deturpamento della valle e lo sbarramento del torrente
avrebbero portato benefici energetici ed economici a piu di una manciata
di persone, avrei dato il mio insignificante benestare etico-morale e ora
non sarei qui a smangiarmi il fegato. Il fatto è che…. IL VOGNA (così
come IL SORBA, “dead river flowing”: il prossimo ad essere devastato se
non facciamo qualcosa al più presto) ha la stessa portata d’acqua DEL MIO
CESSO dopo che ho bevuto tre birre medie!!!!!! E questa IMMENSA portata
d’acqua ce l’ha solo un paio di mesi l’anno!! Quale caterva di energia si
potrà mai ricavare da un torrentello del genere?!? Cosa c’è in realtà,
sotto, se non speculazione di qualche tipo?
A questo punto, c’è da chiedersi se a Monaco di Baviera abbiano già
piazzato una bella turbina nell’impianto fognario, visto che durante
l’Oktober Fest il suddetto va in piena!!! Ideona! Perché non farlo nei
pressi di ogni birreria da Borgosesia a Vercelli? La “portata” è
sicuramente più costante!!”

Passo indietro: non sono un’ambientalista (non attivista, almeno), non
sono valsesiana e nemmeno piemontese. Fossi stata almeno una delle tre
cose, forse avrei saputo qualcosa prima, forse sarei stata informata
meglio e forse ora non sarei qui a scrivere quest’urlo “post mortem”! A
sapere di questa “originalissima” idea per tempo, mi sarei unita ai cori
di protesta che tanto hanno infastidito il sig.Carlesi (che, da quanto ha
scritto, dimostra di capire di montagna, turismo e ambiente quanto un
comodino capisce di fisica quantistica!) e, anche se probabilmente la mia
presenza non avrebbe cambiato le cose, almeno ci avrei provato e ora mi
sentirei meglio! Invece…. grrrrr, la frustrazione, l’impotenza, la
rabbia che provo ora davanti a tale scempio, fortemente voluto dalle
autorità locali che -ribasdisco- evidentemente sono state abbagliate da
chissà quali guadagni energetici e monetari, mi fa solo sperare che
l’ebola esca velocemente dai confini del Congo e invada tutto il Vecchio
Continente, perché se anche i piccoli paradisi che il nostro povero
pianeta ancora offre a noi Umani, invadenti e invasivi, vengono deturpati
per sfruttare una portata d’acqua che rasenta quella del mio cesso post
bevuta con gli amici, … beh, è davvero ora che il genere umano si levi
dalle palle e lasci spazio a scarafaggi e topi!

Domanda per gli addetti ai lavori: quanta energia si ricava da un
torrentello che è secco per 10 mesi l’anno?
e per il comune: non avete pensato che, valorizzando la valle e
salvaguardandone bellezza e integrità, il turismo avrebbe sopperito alla
fame di denari?

arrabbiata, schifata, delusa e piena di vergogna per la mia “umanità”,
Nico

alessio cortesi wrote a comment on October 17, 2007

Potremmo pensare a qualche forma di protesta (almeno inizialmente) non violenta, tipo raduno automobil-canoistico sul Vogna, con:
- ritrovo a Varallo, allo sbarco del tratto di gara
- risalita in auto a passo d’uomo delle Valli Sesia e Vogna compresa la nuova larga/ampia carrozzabile (traffico in tilt, garantito)
- pranzo al sacco in canoa nel nuovo lago
- successiva discesa con canoa … in spalla: sarà una faticaccia, certo, è come tagliarsi i c… per far dispetto alla moglie, però in qualche modo bisognerà pur mettersi in moto!
Metterla sul ridere è anche un modo per vincere l’impasse iniziale, sono certo che c’è ben poco da ridere: se funzionasse per il Vogna, si potrebbe poi applicare a decine di altre situazioni tipiche dell’italico sfascio.
Cortez

Andrea Gangemi wrote a comment on October 17, 2007

Sono allibito dal contenuto dell’articolo.
Senza nemmeno entrare nel merito dell’opportunita` di una nuova diga, come si fa a fare certe affermazioni con tale leggerezza?
Mi sembra che il diritto delle trote di usufruire delle acque venga prima di quello dei pescatori, dei turisti della domenica e naturalmente dei canoisti

Per quale nobile causa serve un ennesimo lago artificiale sulle Alpi?

Alberto Faggioni wrote a comment on October 18, 2007

Carlesi lavora pure al Touring Club Italiano!

Questo bel soggetto, oltre ad avere avuto un ruolo di responsabilità nel CAI, lavora al Touring Club Italiano. Capito quante istituzioni che potrebbero e dovrebbero difendere l’ambiente naturale sono inquinate da gente come minimo inadatta al ruolo che ricopre?

Questo qui è esattamente uno di quelli di cui si parlava poco tempo fa, che potranno arrivare comodamente con l’auto davanti alla baita (la famosa frazione Peccia), e si ritroveranno, se proprietari, un immobile che vale venalmente molto più di prima.

Che disinteressato amante della montagna…
Touring, e CAI, Complimenti!

Alberto

PS: le ultime 5 foto dopo l’articolo sono di domenica 14 Ottobre.

Giorgio (JC) wrote a comment on October 22, 2007

E questa, su segnalazione del buon Flavio è la goccia che fa traboccare il vaso. Il buon Carlesi (sempre lui) colpisce ovunque e, probabilmente ormai è preda della schizofrenia:

Sul Corriere Valsesiano (come da articolo precedentemente riportato nel blog - http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#more-66) riporta che:
“Probabilmente, a valle del lago, le trote non avranno più l’acqua necessaria alla sopravvivenza, ma in compenso a monte l’acqua sarà abbondante quanto prima. I pescatori sono avvisati”

e quasi in contemporanea su un blog “estremamamente romantico” (http://blog.libero.it/peccia/3345049.html) segnala che:

“Peccia è la vita che scorre nel torrente […] Peccia sono io, come i miei figli e mia moglie […]”

Ma di quale vita starà mai parlando? Della sua?

Ma vi rendete conto dell’elemento?

Giorgio (JC)

dani wrote a comment on October 22, 2007

sempre dal link di tale Carlesi segnalatoci da JC, il “nostro” amante della natura artificiale conclude:

“In ogni caso i tempi per il collegamento stradale con Gressoney si avvicinano. Manca solo più il traforo…”

Ma di che tunnel sta parlando?
Stiamo vivendo l’inizio di un incubo per la valsesia …?

LA VALSESIA E’ UN PATRIMONIO DA TUTELARE !

La Nico wrote a comment on October 22, 2007

Indignata nonché incazzata come una bestia, stamattina ho scritto alla Gabanelli (Report) e a Striscia la Notizia. Spero approviate, e se non approvate…amen.

Buongiorno.
I vostri servizi colpiscono sempre nel segno, per questo vi segnalo una vera porcheria che si sta perpetrando a danno della Valsesia e delle sue spettacolari valli laterali: anziché dichiararle zona protetta/parco naturale e tutelarne l’integrità storico-ambientale, i soliti ignoti le stanno violentando con microcentrali idroelettriche ASSOLUTAMENTE INUTILI, data l’esigua, per non dire ridicola portata dei torrentelli della zona, che hanno acqua due mesi l’anno!
Dal poco che ho potuto capire io (semplice turista affezionata a quei luoghi fuori dal normale) la CEE sovvenziona la costruzione di “microcentrali a basso impatto ambientale” e qualche furbo in zona non ha perso tempo: per arraffare un pezzo di “torta”, sta sacrificando torrenti, fauna ittica, valli intere, protetto dal solito slogan “energia rinnovabile” e “rispetto dell’ambiente” (ipocriti!) e invece di tutelare l’immenso patrimonio ambientale per le generazioni a venire, si ingrassa il portafogli! (il sindaco di uno di questi paesi, promotore di uno di progetti di distruzione, è, guarda caso, ingegnere edile e la sua ditta…. inutile che ve lo dica, no?)
Ultimo baluardo Walser, la Valsesia è rimasta intatta nei secoli proprio per la sua difficoltà d’accesso… e ora vogliono costruire dighe e fare trafori, per collegarla a Zermatt e Alagna!! Se solo voi riusciste a capire chi sta dietro questo scempio e cosa si può fare per fermare questo dannosissimo progetto!!!
Grazie per l’attenzione,
Nicoletta Gatti

La Nico wrote a comment on October 23, 2007

Ragazzi, mi ha risposto Legambiente. Pare che il traforo per ora sia scongiurato (evvai!!!) ma stanno pensando di fare nuovi impianti sul ghiaccaio (ma se si sta sciogliendo, *a*zo!!!!) quindi preparatevi a nuove devastazioni.

Giorgio (JC) wrote a comment on October 23, 2007

Proporrà delle piste da sci d’erba con delle comode panche e tavolini ai lati per il pic-nic … sai com’è, magari uno si stufa di stare sul lago perché c’è umido … ;-)

Giorgio (JC)

Antonio Fedocci wrote a comment on October 23, 2007

Sono allibito. Sono arrivato su questo blog in seguito alla segnalazione di un suo lettore, ma non pensavo che si arrivasse a tanto.
Manca solo un qualcuno che organizzi una squadretta per punire il malcapitato reo e pare di essere in pieno ventennio (l’olio di ricino è già stato acquistato).
Seguo da anni la causa ambientalista, con le sue luci e - purtroppo - pure le sue ombre, e mi dispiace constatare come si sia diffusa una mentalità siffatta.
Non si discute, non ci si confronta.
L’articolo citato può essere maldestro o provocatorio. Ben vengano argomenti che lo contestino.
È inaccettabile però che si “costruisca un mostro” andando a scavare chissà dove - è il bello della rete - nel privato di questo signore, facendo considerazioni indegne sul suo lavoro e i suoi ruoli.
Così non si difende l’ambiente e non si mettono in discussione seriamente i discutibili progetti idroelettrici in Alta Valsesia.
Non so e non mi interessa ci sia JC che ha dato inizio a questo linciaggio, ma sarebbe ora che provasse a ricordarsi - insieme a chi l’ha seguito coi commenti - che la libertà di espressione non è più degna di tal nome quando si trasforma in dileggio e insulto ad personam.

Giorgio (JC) wrote a comment on October 23, 2007

Ci sarà anche il momento del confronto e non sarà di sicuro un linciaggio come lei pensa.
E il confronto spero che arriverà prima di quanto creda, mediante organi ufficiali come quelli utilizzati dal soggetto in questione, e con un spettro di azioni previste nell’interesse di tutta la Valsesia e non solo della Valvogna che purtroppo, a detta di molti e non del solo sottoscritto, è stata già sottoposta allo scempio.
Voglio anche sottolineare che il “linciaggio” come lei lo chiama, non è diretto a Carlesi, che peraltro si è tirato dietro una serie di commenti più o meno adeguati grazie a quello che purtroppo è ha pubblicato sul Corriere Valsesiano, in completa antitesi con quanto afferma su altri siti in cui compare come “romantico paladino innamorato della sua valle adottiva”, bensì l’azione che si spera di riuscire a portare avanti sarà diretta a ben altre figure e cariche che sulla valsesia “aleggiano” forse più come “speculatori” che come “osservatori” … eh si, mio caro signore, perchè mio malgrado, Carlesi per me era e rimane (e spero di non dovermi un giorno contraddire) solo un ignaro, inconsapevole, ma soprattuto incosciente spettatore del disastro che si sta per perpetrando e che si prospetta per tutta la Valsesia e le sue valli laterali (trafori, dighe, microcentrali,…).

TO BE CONTINUED …

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

Giorgio (JC) wrote a comment on October 23, 2007

Un ultimo commento … le assicuro, Sig. Fedocci, che l’obiettivo di quanto si sta muovendo non è Carlesi, che peraltro non è stato sicuramente il fattore scatenante del movimento che da anni esiste a difesa della valle, così come non sono le singole persone. L’obiettivo di quanto si sta creando sono invece le opere, i progetti e le idee che io personalmente considero “pericolose e inutiliche si vanno proponendo” (ma questa è una mia idea).
Infine e concludo, mi dispiace sentire che la libera espressione non possa sfociare nello scherno basato su affermazioni di cui tutto si può dire tranne che prenderle sul serio (le espressioni usate parlano da se) … forse così non si difende l’ambiente e non si mettono in discussione seriamente i discutibili progetti idroelettrici in Alta Valsesia, non posso che darle ragione, ma un blog nasce proprio per confrontarsi e non per essere la sede ufficiale di una lotta ecologica. Qualcuno, per chi lo conosce un certo “Beppe Grillo”, ha dimostrato come tutto si possa dire di un blog tranne che quell’oggetto non serva allo scopo di portare alla ribalta “le ombre” del nostro bel paese e, se vogliamo anche i pensieri di persone che ridendo e scherzando, forse con troppa superficialità, lasciano passare ogni cosa cercando di dimostrare che “c’è vita nel concime” (mi passi la parafrasi) … le sedi in cui combattere “le opere” saranno sicuramente altre e più ufficiali e speriamo che ce ne sia il tempo … non come in Val Vogna dove tutto è stato “creato” all’insaputa dei più per poi farne un “Elogio alla follia” e proprio tramite strumenti ufficiali …
La ringrazio per l’attenzione accordatami e spero di risentirla per dare un contributo costruttivo e non solo un cenno di disapprovazione, peraltro legittimo.
Giorgio Jandolo Cossu

Antonio Fedocci wrote a comment on October 24, 2007

Ribadisco. È una strana libertà di espressione quella che si esercita su questo blog. E mi pare inutile tirare in ballo Beppe Grillo.

Ci sono interessi più o meno occulti su questi progetti? Che cosa c’è di meglio di un blog per denunciarli? Si sono visti girare in valle personaggi di dubbio pedigree che si fanno schermo delle società di sviluppo idroelettrico per coprire ben altri interessi leciti (cave ed estrazioni) e illeciti (riciclaggio), lo si metta in piazza.
Questo chiede e merita la valle Vogna. E chiedono tutte le altre valli dell’Alta Valsesia.
E questo è ciò che fanno i Grillo e i Report che voi amate citare e coinvolgere, non fare la guerra a una persona che, lei per primo, giudica un ingenuo.

Giorgio (JC) wrote a comment on October 24, 2007

Forse non mi sono spiegato … e infatti quello di cui si sta parlando è proprio una battaglia legale che è già in corso da tempo.
Il resto è venuto da se … lei stesso in questo momento risulta “coinvolto e attivo” grazie a qualcosa che può non piacerle, ma come disse il Macchiavelli “il fine giustifica i mezzi” e questo accade e deve accadere solo qualora questo sia un fine superiore, lontano dal guadagno, dalla superficialità, da scopi individuali (che in questo caso voglio rimarcare non sono di Carlesi che è vittima e non artefice) … il fine giustifica i mezzi qualora la sicurezza, i valori e la libertà di una comunità siano messi a repentaglio da interessi di pochi.
Il povero Carlesi, se così lo vogliamo chiamare, con il suo articolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ha espresso giustificazione per un opera, a mio avviso indegna, gratificando la stessa con la possibilità che in futuro alcuni potranno godersi un bel pic-nic sul lago … e allora perché non metterci un bel Mc-Donald! Affermazioni come questa, riportate nel Blog, non sono frasi di accusa per Carlesi, vanno interpretate per la semantica che nascondono … sono “burle” che servono per scatenare risentimento verso le opere …
Sperando di non dover tornare più sulla questione, e parlando per me e non per il blog che non rappresento, concludo: Carlesi è diventato inconsapevolmente lo starting point ed il mezzo per costruire “strumenti” di denuncia e non l’obiettivo di qualcosa da distruggere.
Nella speranza che la nostra pubblica discussione serva per fa capire a chi non l’ha capito che le parole vanno interpretate, la saluto e la ringrazio per quello che considero sia stato un costruttivo scambio di idee.

Giorgio Jandolo Cossu (JC)

Giorgio (JC) wrote a comment on October 24, 2007

OOOPPPPPSSS… chiedo vegna, arrossisco e mi correggo: l’autore della citata frase non era Petrarca … era Macchiavelli!!!
A furia di non dormire il mononeurone è andato nel posto sbagliato e mi sono confuso secoli ed autori! Comunque grazie al “gobbo internettico” ho apportato la dovuta e segnalata correzione da parte della Nico.

Che dite mi potrò ancora presentare in giro?

Giorgio (JC)

La Nico wrote a comment on October 24, 2007

Suggerisco al buon JC di dormire (se è vero che la svista è dovuta al sonno) e LEGGERE di più: per correggere la “svista letteraria”, ha scritto “chiedo VEGNA”! … uhm… voi dite che l’ha fatto apposta, trattandosi di un blog pro-VOGNA? IHIHIHIH!!!!!

ora basta scemenze.

Mi dispiace sinceramente che il sig. Fedocci, nel nostro neonato blog, abbia visto solo astio nei confronti del “giornalista”: se da una parte è vero che, per chi riesce a scrivere certe cose, io personalmente non nutro alcuna simpatia, è altrettanto vero che -cito- “non sono d’accordo con le tue idee ma mi batterò perché tu possa esprimerle liberamente”. (per carità, JC, non tentare di scorpire chi l’ha detto!! ;-))

E’ vero: la scintilla l’ha fatta partire l’articolo del “giornalista” e nell’indignazione del momento anch’io l’ho “cordialmente mandato aff…”, ma quello che dovrebbe saltare agli occhi di chiunque acceda al nostro sito è la volontà di salvare valli e fiumi da inutili scempi! Dalle sue parole, sig. Fedocci, traspare il nostro stesso amore per la Valsesia, il nostro stesso desiderio di protezione e il nostro stesso raccapriccio di fronte a persone senza scrupoli che pensano solo a ç°§*é%&$£ interessi economici. Quindi, una preghiera: dimentichi la brutta impressione iniziale che il nostro blog le ha fatto e ci aiuti!
Lei ha informazioni certe? Conosce lo stato dei lavori? Ha visto, o sa dive trovare, i progetti presentati? In poche parole, sa esattamente cosa diavolo sta succedendo in Valsesia?

Cordialmente,
Nicoletta

Piero Carlesi wrote a comment on October 25, 2007

VERGOGNATEVI VOI
State scrivendo in questo blog cose veramente truci su di me.
Siete un’accozzaglia di infami!
E’ bene allora dare una spiegazione prima che le querele che intendo sporgere superino la decina (ammesso che i nomi dei firmatari siano veri!). Le stiamo vagliando. Ci sono gli estremi!
Dopo mesi di post tranquilli e innocui su questo blog e dopo anni di comportamento buonista e tranquillo mi sono messo, stalvolta, a fare il provocatore… Mi sono preso questo sfizio!! Credo di averne diritto se in questo
Paese c’è ancora libertà di pensiero e di parola.
Di report seri e documentati sui lavori della condotta in Val Vogna iniziati a primavera non ne sono usciti mai né sulla stampa né sulla rete. I miei appelli a sorvegliare i lavori – ripeto i miei
appelli - alle associazioni ambientaliste (Mountain Wilderness) della scorsa primavera, così come i
comunicati ai periodici di montagna amici (Rivista della Montagna) non hanno sortito nessun effetto.
Solo una certa signora in modo un po’ hippy ha manifestato la sua contrarietà…
Ma non è cambiato nulla. Mi è stato risposto da più d’uno, sottovoce, che contro i poteri forti c’era poco da fare (ma sapete almeno chi c’è dietro?). …
E così questa estate ruspe e benne hanno inferto colpi mortali a prati, boschi e quant’altro. “Era il progresso che avanzava” ( per chi non capisce ed è un po’ ottuso: è una frase sarcastica- è meglio dirlo!).
Per venire a noi, due settimane fa quando è comparso il lago di Peccia in Val Vogna, mi sono detto: è giunto il momento di parlare dei lavori in corso.. Ovviamente in modo molto provocatorio. Sarcastico. Non c’era altro modo per uscire sulla stampa. E ho scritto del “bellissimo lago”, della “nuova perla della valle”, della strada più bella e sicura (ma sarà vero o sarcasmo?).
Ma chi mi ha letto – incredibilmente ?- non ha capito la
provocazione e ha cominciato a insultare. E allora, siccome mi stavo divertendo, ho continuato, inserendo nel mio sarcasmo anche il progetto del Walser Express che quando è stato presentato in conferenza stampa a Milano (io c’ero..) non mi ha fatto dormire di notte. Ma perché solo io non ho dormito di notte? Perché,
anche qui, salvo casi isolati, tutti subito sono stati zitti?
Che tanti canoisti non abbiano colto l’esagerazione dei miei toni entusiastici posso ancora capire. Ma chi mi conosce no. Non lo accetto. Certa signora che mi conosce da tempo – la pensavo un po’ imbranata, ma non fino a questo punto – non ha capito nulla. Proprio nulla. E ha gridato al delitto, replicando su un giornale locale in modo farneticante.
Evidentemente non sa che cos’è la provocazione e il sarcasmo… Povera. E’ proprio ottusa. Qualcuno dovrà spiegarglielo…
E cosi su questo blog mi sono preso dello sconnesso, dello schizofrenico, ecc. Sono stato attaccato nella professione, per i miei rapporti aziendali,
ecc. Non mi hanno dato ancora del cornuto.. forse non è più un insulto! Ma è possibile che la gente sia così insolente e infame? Ma nessuno ha capito nulla!
Possibile che a nessuno sia venuto in mente che era sarcasmo puro? Forse è troppo difficile per il popolo di internet e dei blog? Che delusione. Avevo un altro concetto di molti utenti della rete. Già ma se non vi firmate nemmeno col nome vero!!
Io sì. E’ una bella differenza. Ma lo sapete perché? Perché non mi vergogno. E non ho niente darimproverarmi. Nemmeno dal punto di vista ambientale, né in questa valle, né mai. In questa cara valle sono stato l’unico più di 20 anni fa a prendere posizione contro la strada carrozzabile che non solo l’avrebbe ferita (fatti salvi i diritti degli ultimi abitanti: loro ne avevano bisogno!) ma avrebbe pure cancellato la mulattiera storica. Sì perché invece di fare un percorso parallelo la strada si sarebbe sovrapposta al tracciato medievale. Andatevi a leggere cosa ho scritto E le mie ricerche storiche sulla storia e i toponimi della valle. Sono nelle principali biblioteche.
Sapete quale è stato il risultato?
La punizione per me, unico contrario alla strada in quei termini? Il taglio delle gomme. Ovvio no? Siamo in Italia. E mi è andata ancora bene. La libertà di pensiero è talvolta un optional.
E vi posso anche dire che ancor oggi sono FAMOSO in valle per essere stato contrario alla strada. E’ ormai scolpito nella roccia.
Tornando a noi e al FAMIGERATO lago.
Ma come si può pensare che i lavori che hanno determinato un lago artificiale siano positivi? Ma come si può pensare che chi lo dice non stia scherzando?
La gente ha proprio il cervello corto. Cortissimo.
Complimenti.
Comunque concludo con queste considerazioni:
1. Intanto, grazie al mio articolo e al mio blog, finalmente qualcuno parla dei BEI lavori in valle (occhio, è una battuta sarcastica!)
2. la gente è più ottusa del previsto. Mi spiace per molti che scrivono qui.
3. Il popolo dei blog è di una facilità al turpiloquio
inimmaginabile. Ma chi vi ha insegnato l’educazione?
4. Mi domando: ma tutti coloro che oggi si stracciano le vesti per il disastro ambientale della mia valle DOV’ERANO QUANDO C’ERA BISOGNO DI LORO? La protesta serviva un anno fa.. Otto mesi fa. Il disastro era pure annunciato. Da anni. Non è arrivato all’improvviso.
Quindi vergognatevi voi. Dell’ignoranza e della vostra maleducazione.
Comunque sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Piero Carlesi

giornalista professionista
rappresentante sindacale
dirigente del Club alpino italiano (non ex)
vicepresidente del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna
e mi fermo qui

La Nico wrote a comment on October 25, 2007

Sig. Carlesi,
sono sinceramente dispiaciuta che il suo articolo sia stato frainteso e, di conseguenza, attaccato con violenza (sono io la prima ad averlo fatto, lo ammetto) ma non mi scuso per l’errore perché… le garantisco che era impossibile cogliere le sue vere intenzioni!
Ho letto, anzi, abbiamo letto il suo articolo mille volte e, no, a nessuno di noi è apparso “provocatorio e sarcastico”, proprio a nessuno! Non possiamo essere tutti minorati, le pare? (Per favore, lo rilegga con distacco e mi dica onestamente se un estraneo, che non la conosce di persona e non conosce, di conseguenza, il suo -evidentemente- individualissimo umorismo e tantomeno il suo impegno nella protezione della valle, può capire se si tratta di puro elogio al “progresso” o di denuncia sarcastica. …Mi chiedo quanti lettori l’abbiano capito!)
Lei stesso ha appena detto che è difficile avere informazioni sui progetti che vogliono deturpare le valli della valsesia, visto che non è uscito niente su rete nè stampa… si figuri se le poche notizie che escono sono di difficile interpretazione!!!
Dall’attacco dell’articolo all’attacco del giornalista, poi, il passo è breve e, se è un professionista, lo sa.
E qui, parzialmente, le devo le mie scuse: potevamo evitarlo, è vero, ma si metta nei nostri panni per un secondo: amanti della valle e preocupatissimi per le sue sorti, veniamo a scoprire per “caso” che c’è chi elogia lo scempio fatto alla Val Vogna… come si può resistere alla tentazione di mandarlo pubblicamente a quel paese???
Per fortuna (di tutti) e inaspettatamente, lei si è palesato sul nostro blog e ha chiarito, in modo altrettanto colorito, la profonda incomprensione avvenuta: questo ci risparmia un sacco di lavoro inutile e per questo la ringrazio. (Avevamo infatti pronta una letteraccia da inviare al Corriere Valsesiano…

Detto ciò, sono felice di constatare che, nonostante ci siamo reciprocamente fatti infuriare (se la può consolare, anch’io ho perso il sonno, sapendo che c’era “qualcuno” che gioiva della nascita di un lago artificiale e della morte di un torrente) tutto sia stato solo un riprovevole quanto involontario “misunderstanding” e, ancora di più, sono felice di sapere che… una volta chiesto scusa, saremo alleati! (questo lo dò per scontato!)

Personalmente (ma credo di parlare per le centinaia di canoisti coinvolti) non mi dò per vinta e, seppure in ritardo per salvare la Val Vogna (dannata malainformazione!!!!) ho intenzione di rompere le palle al mondo intero per salvare le altre valli del Sesia. E lei è con noi, vero?

Cordialmente,
Nicoletta Gatti
traduttrice
scrittrice
consulente del comportamento animale
alpinista e canoista

Giorgio (JC) wrote a comment on October 25, 2007

Caro Sig. Carlesi,

mi associo in tutto e per tutto a quanto riportato da Nicoletta e anche io le porgo le mie scuse, ma in tutta sincerità, le confermo che se i suoi toni dovevano essere sarcastici l’obiettivo evidentemente non è stato raggiunto; questo purtroppo è un dato di fatto testimoniabile da innumerevoli persone (di tutte le estrazioni sociali) che hanno letto e commentato il suo articolo, sia sul blog che in altri contesti.
Inoltre, se come lei ipotizza, anche quelli che la conoscono meglio non l’hanno capita forse un motivo ci sarà … evidentemente le sue note sarcastiche erano fin troppo fini o forse è vero … siamo un popolo di infami, dementi e ottusi come lei afferma. D’altra parte si sa: la perfezione non è umana.

Per il resto il suo progetto ha gli stessi obiettivi che noi canoisti, e non solo, stiamo portando avanti da anni: a tal proposito le ricordo che già nel 1999 fu fondato un Comitato per la tutela del Sesia che all’epoca agì attivamente come ente coordinatore per impedire la creazione di opere come quelle della Val Vogna e che in questo momento sta riprendendo nuovo vigore, proprio per continuare l’azione di pochi che, a volte anche nell’ombra, si sono prodigati nel corso degli ultimi anni in battaglie legali e ricorsi, sobbarcandosene in buona parte i costi e impegnando molto del loro tempo in tali attività.

Allo stesso modo le voglio ricordare le manifestazioni avvenute in tutta la valle, sia in occasione dei mondiali del 2002 di canoa, sia precedentemente con cortei di oltre 300 auto di canoisti/pescatori/ambientalisti/associazioni di montagna/e altri ancora e da noi organizzate, le raccolte volontarie di fondi fatte in occasioni di vari eventi pubblici (come durante la rassegna annuale “La canoa italiana esplora il mondo”) al fine di finanziare il comitato di cui sopra, le raccolte di firme invitate agli enti competenti per vari ricorsi, … insomma un complesso di attività mirate ad un unico fine: la salvaguardia della valle.

Pertanto non dica “voi dove eravate” … perché purtroppo molta gente era già attiva da anni e di successi ne ha contati diversi. Su come poi sia stata possibile l’impresa della Val Vogna probabilmente ce ne sarebbe da indagare e scrivere, ma quello che si vuol fare ora non è pensare cosa è stato … bensì capire cosa si potrà impedire in futuro.

Detto ciò, la invito pubblicamente a collaborare con noi e a partecipare attivamente ad un progetto comune sul quale sono certo, se quanto dice è veritiero, potrà sicuramente contribuire fornendo preziose informazioni e utilissimi contatti di cui mi pare disporre in abbondanza.

Tralasciando titoli onorifici e professioni in codesta sede, le confermo che quanto segue non è uno pseudonimo e le rinnovo i miei più cordiali saluti.

Giorgio Mario Giuseppe Jandolo Cossu

Alberto Faggioni wrote a comment on October 26, 2007

A Piero Carlesi

e p.c. a http://www.ckfiumi.net/

Signor Carlesi, (o posso dire Piero?) La cercai
invano per mail e per telefono parecchi anni fa
quando il Comitato era in piena attività.
Allego una lettera specificamente a Lei inviata.
Fu inoltre regolarmente incluso nella lista dei
giornalisti ai quali vennero mandati comunicati
e foto in misura non certo scarsa. Non ricordo
cenni di risposta, nè segnalazioni di notizie
pubblicate a Sua cura riguardanti l’attività del
Comitato Sesia, ne’ in generale il problema della
sottrazione dell’acqua al fiume e ai suoi affluenti.

Possono esserci mille giustificazioni a Sua discolpa,
ma certo possiamo almeno dimostrarLe che noi
c’eravamo, e che se la Regione Piemonte ha legiferato
a favore della protezione dei fiumi è in buona parte
merito del Comitato.

Mi farebbe piacere leggere prossimamente un Suo
messaggio di contenuto e forma sostanzialmente
differenti dal primo, e veder nascere, come
conseguanza dei chiarimenti reciproci,
una fattiva collaborazione.

Cordiali saluti. Alberto Faggioni

ALLEGATO N°1

Fri, 24 May 2002 19:04:03
da: alberto faggioni”
a: piero.carlesi@touringclub.it
oggetto: Operazione Mondiali per Sesia
(con comunicato stampa allegato, che segue)

Su indicazione di Maurizio Bernasconi le invio queste
informazioni riguardanti i pericoli corsi dal Sesia e
le iniziative intraprese per difenderlo.
Spero che anche sul vostro giornale, sicuramente
destinato a sinceri amanti della natura, possa trovare
un po’ di posto qualche riga dedicata al Sesia.
E magari in futuro si possa organizzare insieme un
raduno turistico per tutti, per esempio con i gommoni,
in difesa del fiume.

Il Comitato sta difendendo strenuamente da anni il
fiume Sesia e i suoi affluenti dalla minaccia della
costruzione di ben 24 microcentrali idroelettriche.
La loro realizzazione prosciugherebbe per lunghi
tratti questi fiumi, alterandone per sempre
l’equilibrio naturale.

Nell’arco alpino italiano non c’è un fiume di questa
portata che per 40 chilometri dalla sorgente scorra
ancora senza briglie artificiali. E per questo è stato
l’unico fiume del Piemonte a non causare disastri
nell’autunno del 2000.

Il Sesia è frequentato da migliaia di praticanti degli
sport fluviali e da pescatori, che arrivano da molte
parti d’Europa e del Mondo.
Queste persone alimentano con il loro turismo sportivo
e non invadente una buona parte dell’economia di una
valle senza molte altre risorse, dove in
controtendenza rispetto ad altre regioni montane, i
giovani arrivano anche da fuori per lavorare grazie a
queste attività.

In occasione dei XXIII Campionati Mondiali di Discesa
Fluviale in Canoa e Kayak, che si terranno il 31
maggio, l’1 e il 2 giugno, abbiamo organizzato
un’iniziativa di protesta, l’Operazione Mondiali per
il Sesia, cercando di cogliere un’occasione dopo la
quale sarà, come prima, molto difficile attirare
l’attenzione dell’opinione pubblica al di fuori della
nicchia dei residenti,dei praticanti degli sport
d’acqua e dei pescatori.

Allego un Comunicato di una cartella sull’iniziativa,
nel cui testo si trovano i collegamenti diretti a tre
siti ricchi di informazioni per un eventuale
approfondimento.

Sono a disposizione per altro materiale informativo e
fotografie, belle e spettacolari.

Cordiali saluti

Alberto Faggioni
cell. 389.5757575
alfaggio@yahoo.it -
alberto@superspazio.it

L’Operazione Mondiali per il Sesia in Rete:
http://www.superspazio.it

ALLEGATO N°2

COMUNICATO STAMPA
(copiato e incollato da doc. originale Word con link e banner)

Operazione Mondiali per il Sesia

Dal 31 maggio al 2 giugno 2002 si terranno in Valsesia
i Campionati Mondiali di Discesa in Canoa e Kayak
(vedi sito http://www.wild-water.org per calendario e
descrizione). Da diversi anni incombe sul Sesia,
perla di acqua viva rimasta intatta dalla
cementificazione, la minaccia della costruzione di 25
sbarramenti artificiali.
Tanti sono i progetti presentati, e due, quelli di
Morca e Mollia, sono già in stato talmente avanzato
nell’iter burocratico che l’inizio dei lavori incombe.
L’Operazione Mondiali per il Sesia rappresenta
un’eccezionale opportunità per fare conoscere al mondo
intero le minacce che pesano sul Sesia e che il
“Comitato per la difesa del Sesia e dei suoi
affluenti” affronta da anni.
Chiediamo al più grande numero possibile di Club e
Associazioni di canoisti, pescatori, ed altri
praticanti ed amanti dei fiumi e della montagna in
Italia e nel Mondo, di preparare ed inviare uno
striscione o una bandiera che porti la scritta :
“SALVIAMO IL SESIA” nella lingua, idioma o dialetto
locale, accompagnata da nome e paese del Club o
Associazione.
Sabato 1° Giugno alle 17 si terrà una conferenza stampa
a Scopello alla quale parteciperanno Fabio Balocco
(CIPRA Italia),Valter Perotto (Coordinamento dei
Comitati contro i piccoli impianti idroelettrici),
Roberto Mantovani (Direttore della Rivista della
Montagna), e Frederic Gilardone (Responsabile
dell’Operazione Mondiali, per il Comitato per la difesa
del Sesia). Sempre sabato 1° Giugno una fiaccolata
in kayak sul fiume, la lettura sul palco dei Mondiali
di temi di bambini delle scuole elementari della
Valsesia, e una grande festa dei volontari difensori
del fiume concluderanno la serata.
Chiediamo ai volontari, domenica 2 giugno 2002, durante
la gara di discesa sprint sul Sesia, di disporsi lungo
le sponde del fiume per alzare, in una gigantesca
“ola”, le bandiere al momento del passaggio di ogni
concorrente.
Si tratterà di un’azione di forte impatto mediatico,
data la presenza di TV e Giornali da tutto il mondo.
Un intervento non violento, determinato ma festoso,
che vuole onorare il nostro sport, difendendo quello
che di più prezioso ha: le acque pulite, libere e
selvagge.

Al momento hanno aderito:
65 Club / Associazioni
14 Coordinatori
132 Volontari

Fred Gilardone - responsabile operazione
Alberto Faggioni -responsabile media e coordinatori Italia,
Renato Murgolo -responsabile sito Web

Tutti i riferimenti per informazioni ed adesioni su:

http://www.superspazio.it

Stefano Caprile wrote a comment on October 26, 2007

Voglio solo un chiarimento dal Sig Carlesi. Parla di turpiloquio, laddove io non leggo un solo epiteto nei suoi riguardi. L’unico qui che usa termini offensivi (accozzaglia di infami) è lui.
Mi chiedo se il signore in questione rilegga quello che scrive prima di postarlo. Credo di no. Se avesse riletto i suoi brani relativi al “laghetto di Peccia” si sarebbe reso conto che CHIUNQUE avrebbe avuto serie difficoltà a leggervi l’ironia che ora paventa.
Stefano Alberto Caprile

Piero Carlesi wrote a comment on October 26, 2007

Ad Alberto Faggioni,

Ricevo e rispondo subito, di corsa perché ho ahimé altre urgenze di lavoro (sono nell’intervallo).
Ricordo benissimo di aver ricevuto anni fa diversi comunicati.
Ma x mille motivi la rivista x cui lavoro non ha pubblicato. Tra le lettere pubblica solo le lettere dei soci. Tanto x fare un esempio.

Comunque, conto appena ho tempo - nel week end - di rispondere alle scuse di Nicoletta Gatti e di GJ. Che accetterò certamente. Ma non dimenticando facilmente le accuse infamanti cui sono stato oggetto. Perché vede, chiunque è libero di contrastare i pensieri altrui. Ammesso pure che i miei non fossero sarcastici. Ma gli insulti alla persona, sul privato, non si possono scusare. Sono inqualificabili. E non c’è scusa che tenga. Almeno tra persone civili.

Indipendentemente dall’essere ambientalisti o cacciatori, ecc.
Il riferimento ad alcuni miei contrasti al CAI del 1999 - tra l’altro ampiamente superati - o alla mia storia personale di profugo italiano dall’Egitto, tanto per citare due tra i tanti insulti che ho ricevuto - che c’entrano con il tema in questione?
Io non lo capisco.
Sarò forse anch’io un po’ ottuso?
Si può essere ciechi di rabbia fino a questo punto? Io non lo ammetto.

Comunque, Le ripeto, come ho scritto sul blog, io sono qui. Non ho nulla da rimproverarmi, mI creda, se non il fatto di essere un inguaribile ottimista e un po’ ironico.

Risponderò sul blog appena possibile alle scuse. E metterò a fuoco alcune cosette…
cordiali saluti

Piero Carlesi

Piero Carlesi wrote a comment on October 26, 2007

Un chiarimento a Stefano Alberto Caprile:
Io sarei:
“disconnesso, schizofrenico, che capisco di montagna, turismo e ambiente quanto un comodino capisce di fisica quantistica”.
E altro ancora di molto gentile e carino… che ovviamente si legge fra le righe di tanti interventi in questo blog di questi giorni.

Le accuse che io ho bollato per “infami” d’altra parte sono state riconosciute da Giorgio Jandolo e Nicoletta Gatti, che, in forme e parole diverse, hanno preso le distanze e hanno chiesto scusa. E di cio a loro sono grato.

Forse però va restituita a Lei la Sua seguente frase scritta oggi qui sul blog: “Mi chiedo se il signore in questione rilegga quello che scrive prima di postarlo. Credo di no. Se avesse riletto i suoi brani…”
Ma lei scrive che in questo blog non c’è alcun epiteto.. nei miei confronti! Ma allora faccio io una domanda al signor Caprile.Ma Lei rilegge quanto scrive?
“Disconnesso, schizofrenico, che capisco di natura quanto un comodino di fisica quantistica”.. che cosa sono?
Vorrei una risposta.
Se pensa che siano complimenti e non epiteti… me lo dica.

Ora non ho tempo di continuare. Ne riparleremo. Ma soprattutto mi rivolgerò ai citati Jandolo, Gatti e Faggioni. Che hanno ripreso, vivaddio, a essere persone civili.

Pamina wrote a comment on October 27, 2007

Caro Piero,
per prima cosa sono felice di scoprire che la causa della tutela dell’amata Val Sesia abbia in te un ottimo ed influente alleato. Mi dispiace che siamo entrati in contatto in questo modo burrascoso ma credimi: l’ultima cosa che vogliamo è lo scontro, quando in realtà per il bene della Valle serve creare un’alleanza il più unita e combattiva possibile.

Preciso che penso tu possa ben capire l’odio che abbiamo provato per qualcuno che apparentemente elogiava il nuovo scempio sul Vogna. -Oltre al danno pure la beffa! – abbiamo pensato noi nel leggere le tue parole “sarcastiche”.

Mi auguro che i lettori del Corriere Valsesiano siano stati più perspicaci di noi e altri lettori del tuo blog siano stati più lungimiranti a percepire la tua ironia. Ma poiché temo che volente o nolente le tue parole non abbiano propriamente colpito nel segno, spero che coglierai la nostra “provocazione” per approfondire sul tuo, sul nostro blog e soprattutto su qualsiasi rivista su cui tu scriva, il male dannato di quest’ennesima centralina!

Quello che maggiormente ci amareggia, è che il Vogna, come molti altri torrenti, ha una portata d’acqua talmente irrisoria per l’80% dei giorni dell’anno, che progetti di questo genere sono TOTALMENTE INUTILI. Oltretutto penso e spero che non siamo gli unici a renderci conto che chi commissiona questi impianti ha in mente le maledette quote verdi della comunità europea per le mini centrali a basso impatto ambientale. Forse tu potresti smuovere un po’ di coscienze con i tuoi articoli e far riflettere i lettori su questi punti.

In Italia su tutto l’arco alpino stanno sorgendo come funghi questi impianti che degradano l’ambiente e non saranno mai in grado di sfamare il fabbisogno bulimico di energia della nostra società.
Sappiamo bene che queste dighe nell’arco di pochi anni saranno dismesse, abbandonate e non saranno servite a niente, salvo forse ad arricchire temporaneamente qualche impresario e qualche sindaco o consigliere comunale (ci sono tanti esempi di sbarramenti di questo genere; potremmo stilare un elenco con l’aiuto di canoisti, pescatori e chiunque voglia aiutarci). Non è affatto questa la strada per una produzione elettrica ad impatto zero. Probabilmente mancano in assoluto studi sulla durata di vita di questi impianti, la loro resa a fronte del loro costo. Chissà che le nostre parole non spronino qualche ente o qualche cittadino ad approfondire questo aspetto dell’energia idroelettrica…

Concludo esortando tutti a non perderci in inutili beghe su chi ha fatto di più o di meno per salvare la Val Sesia. E’ tempo di dare fuoco alle paglie e impugnare le penne perché un altro amato torrente della Val Sesia è in pericolo: il Sorba.

Con questo caro Piero ti saluto, in amicizia.
Pamina Vitta

Piero Carlesi wrote a comment on October 28, 2007

Nota per Giorgio Jandolo e Nicoletta Gatti

Ho preso atto dei vostri post e accetto le vostre scuse. Anzi vi ringrazio.
Consentitemi però ancora una precisazione: non è vero che le mie note sarcastiche, umoristiche, ironiche - chiamatele come volete - non le avesse capite nessuno… Mi permetto di farvi notare che un signore, in questo blog, tal Fedocci, ha preso bonariamente le mie difese perché è rimasto allibito del linciaggio morale cui sono stato sottoposto. E ha parlato o di mia ingenuità o di mia ironia o sarcasmo.
Pertanto….. le mie battute non erano poi così incomprensibili.
Se si poteva cadere nella trappola dell’articolo, credo che dopo aver rincarato la dose con i miei post successivi (Walser Express, ecc.).. si dovesse capire, o immaginare.. che c’era sotto qualcosa di strano!!!!!
Comunque basta.
Credo ora di essermi spiegato.
Qualcuno c’è cascato. Mi avete insultato. Mi sono divertito (nonostante certi attacchi personali veramente volgari e di cattivo gusto). L’incidente è chiuso per me.
Resta il danno ambientale..
Sono comunque lieto di avervi conosciuto, se pur in modo burrascoso. Ma ora ci siamo chiariti!
Piero Carlesi

PS
Ringrazio e saluto anche Pamina Vitta, sensibile a questi problemi.

Andrea Gangemi wrote a comment on October 29, 2007

Dal canto mio aggiungo un semplice:
“Oppps”

dani wrote a comment on October 30, 2007

Concludiamo la vicenda Vogna con notizie utili.

Ho trovato questo oggi ravanando per la rete:

La “piccola” centrale idroelettrica appartiene alla Idrovalsesia.
(Piccola sì, .. ma ERA piccolo anche il Vogna :( )

A sua volta la Idrovalsesia appartiene alla ATEL società Svizzera … ma dai? Non bastavamo noi Italiani a fare scempio del nostro territorio?.

Un po’ di storia non fa mai male.

e per finire, proprio dal sito di ATEL ci arriva la morale del tutto:
“Il forte dinamismo che caratterizza il mercato italiano dell’energia ha offerto l’occasione al Gruppo (ndD: svizzero!) di rendere più capillare la propria presenza sul territorio sfruttando le opportunità che si sono create grazie alla liberalizzazione del mercato dell’energia, che ha introdotto in Italia il principio della libera concorrenza tra gli operatori.

Flavio wrote a comment on November 6, 2007

Incollo il messaggio come richiesto da Maia Beltrame.

Flavio

—– Messaggio originale —–
Da: maia.beltrame
Inviato: Giovedì 1 novembre 2007, 20:22:05
Oggetto: Fwd:Re:Articolo Vogna pubblicato su CKI

Il testo dell’articolo si trova qui:
http://it.groups.yahoo.com/group/canoakayakitalia/message/21330

messaggio di Maia Beltrame:

Grazie per avermi selezionato e inoltrato i vari messaggi che riguardano Carlesi. Mi sembra arrivato il momento però di stendere con il silenzio un pietoso velo sulle capacità di scrivere e di comunicare del giornalista Piero Carlesi, nel caso fosse davvero in buona fede…anche perchè il Vogna purtroppo non ne trae nessun beneficio!
Strano però che nessuno ne sapesse nulla, perchè Smuraglia del Comitato Sesia si è dato molto da fare, un piccolo gruppo tra cui io abbiamo fatto ricorso al Tar, sono stati pubblicati alcuni articoli su giornali locali, La Stampa, Airone, Bell’ Italia, ecc…Purtroppo quando, da un lato, gli interessi sono molto forti e la torta viene mangiata da troppi
e dall’ altro la popolazione locale, a parte pochissimi, é non solo indifferente ma addirittura favorevole, si hanno poche chances! Vi terremo informati qualora fosse necessario avere un forte supporto di opinione pubblica per il Vogna e il Sorba.
Grazie per inoltrare questa mia risposta sul vostro blog.
Con i miei più cordiali saluti
Maia Beltrame

maia.beltrame (at) libero.it

Gianni Bosconegro wrote a comment on November 16, 2007

Comunicato Stampa n. 1
Progetto per la costruzione di un mega edificio ad Alagna Valsesia (Vc) – Monterosa

S.O.S. Alagna Valsesia, in un ambiente di alto valore naturalistico ed architettonico c’è chi ha pensato e progettato un vero e proprio “mega complesso edilizio” di proporzioni mostruose e di pessimo gusto, allarmante minaccia ad un tranquillo tipico borgo di montagna, stravolgendone il profilo costituito in larga parte da antiche case walser in legno del XVII secolo candidate alla tutela Unesco. 228 residenti e proprietari di seconde case sottoscrivono lettera al Sindaco di dissenso ed opposizione al progetto indicando modi alternativi per uno sviluppo turistico sostenibile e responsabile. La raccolta firme continua.

LETTERA
Egregio
Dott. Sandro Bergamo
Sindaco del Comune di Alagna Valsesia
Fraz. Centro
13021 Alagna Valsesia (Vc)

Alagna Valsesia, 7/11/2007

Egregio Signor Sindaco,

i sottoscritti residenti e proprietari di seconde case in Alagna ed amanti della Valsesia e dei suoi paesaggi, avendo appreso da organi di stampa locale del dissennato progetto con il quale si vorrebbe realizzare una mega costruzione che si pone al di fuori della storia e della cultura del paese, manifestano tutto il loro dissenso ed opposizione all’iniziativa rimettendosi alla Sua sensibilità per esortarLa a sostenere uno sviluppo ed una crescita del paese che amplifichi le proprie radici e peculiarità culturali, senza mai comprometterne il futuro e l’identità.
Il dissennato progetto che prevede ben 360 posti letto non appartiene ad Alagna, le è estraneo. Estraneo alla sua cultura, alla sua storia e alla sua tradizione. Rappresenta una grave ferita all’ambiente, vera e propria liquidazione di un patrimonio paesaggistico raro e di inestimabile valore che dovrebbe costituire invece il capitale di base per una crescita economica ed uno sviluppo turistico ordinato nel rispetto della tradizione e dell’identità della nostra Comunità. E’ fuori dallo spirito e dalle atmosfere che ad Alagna si respirano da sempre. I sottoscritti si augurano che rimanga per sempre un progetto e per di più fra quelli più sgangherati, al quale non sarà mai dato seguito con la realizzazione delle relative opere. A nostro avviso lo sviluppo turistico passa attraverso tante piccole strutture ricettive di qualità a conduzione familiare assai flessibili che si integrano fortemente nel tessuto sociale locale rispettandone l’ambiente e come tali sono estremamente competitive grazie al contenimento dei costi che solo una gestione familiare consente, aspetto particolarmente interessante in tempi di crisi economica e di forte concorrenza sui mercati turistici internazionali. Gli abitanti di Alagna hanno qualcosa da imparare dai turisti, ma molto anche da dare e far conoscere: la loro storia, la loro cultura, la loro capacità di integrarsi in un ambiente aspro e difficile rispettandolo da sempre.
L’integrità del territorio può diventare un modello di sviluppo completamente diverso. Lo sviluppo economico di Alagna e della Valsesia perseguibile con lo sviluppo turistico non può prescindere dal rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura locale che del turismo costituiscono la risorsa ed il capitale da preservare gelosamente, configurandosi ambiente e cultura come un redditizio bene di valore economico da far valere sui mercati turistici internazionali.
La mega costruzione tanto simile al Castello della favola di Biancaneve non ci interessa, preferiamo la storia e la cultura dei leggendari piccoli forti uomini walser che hanno saputo combattere in un ambiente aspro ed ostile da loro sempre amato e rispettato: la montagna.

Con i migliori saluti

Pietro Demarchi wrote a comment on November 19, 2007

Con grande piacere accetto la vostra ospitalità sul vostro blog, anche perchè queste informazioni sono ancora troppo poco conosciute e la coscenza dei pericoli, che minano il nostro ambiente, non è a livelli sufficienti per fare reagire la gente di fronte ad una gestione sbagliata da parte delle nostre amministrazioni sia comunali che sovracomunali.
Come ha visto anche noi abbiamo formato un gruppo per controllare e criticare gli interventi inopportuni della nostra Amministrazione Comunale, proponendo altre forme di gestione del territorio, in linea con l’equilibrio ecosistemico.
Aggiungerò anch’io un link al suo blog e parlerò al nostro prossimo incontro del vostro gruppo.

http://pietrodemarchi.blog.dada.net

Dr. Pietro Demarchi

philo wrote a comment on November 19, 2007

Riportiamo qui l’articolo del Dr. Pietro Demarchi:
“La realizzazione di un progetto che contempla lo sbarramento del corso d’acqua costituito da un muro di cemento alto 2 metri e largo 15, la posa delle condotte ed una nuova centralina permetterà lo sfruttamento idroelettrico del torrente Vogna.
Il prelievo di acqua rischia di lasciare quasi all’asciutto il torrente con conseguente danno all’ecosistema dell’affluente ed inevitabilmente anche a quello fluviale del Sesia.
Secondo il WWF lo studio di valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto di una adeguata analisi degli aspetti naturalistici. La flora e la fauna non sono stati sufficientemente studiati, come del resto viene spesso fatto ormai da decenni, considerando la natura ad uso dei furbi.
La storia si ripete come ho ricordato alcuni mesi fa con la ridicola valutazione d’impatto ambientale per la richiesta del Piano Particolareggiato in Comune di Serravalle Sesia.
Il danno per l’equilibrio ecosistemico non interesserà soltanto il torrente Vogna e la sua valle, ma inevitabilmente anche il Fiume Sesia ed il suo bacino imbrifero.
Il WWF sta giustamente valutando l’ipotesi di rivolgersi alla Commissione Europea e sembra qui giusto ricordare la richiesta, da parte della Sezione di Novara di Italia Nostra, di istituzione di un Parco Naturale Fluviale del Sesia dal Monte Rosa, dove nasce, al Po dove sfocia.
Vorrei ricordare che il progetto dell’Associazione Italia Nostra è “Parco Fluviale per il Fiume Sesia dal Monte Rosa al Po - emergenze naturalistiche e paesistico-ambientali delle fasce spondali del fiume e del suo bacino imbrifero”.

Dr. Pietro Demarchi

zeo saverio balordelli wrote a comment on December 12, 2007

ero passato in val vogna un paio d’anni fa dormendo a san ANTONIO per poi proseguire verso il sottile e tornare a gressoney da dove ero partito. il gestore del rifugio mi aveva parlato del deliarante progetto e purtroppo apprendo che la follia umana ha fatto il suo corso…sono arrivato in realtà a questo blog perchè scercavo notizie su un altra promettente follia, quella del progetto immobiliare ad alagna. sapete indirizzarmi su qualche fonte
grazie
zeo
hasta la valsesia siempre !

dani wrote a comment on December 12, 2007

mi spiace ma al momento non possiamo esserle d’ aiuto.
L’unico commento a riguardo del progetto immobiliare in Alagna
ci è arrivato dal sig. Giovanni Bosconegro e lo vede qui sopra scritto, ma non ha lasciato riferimenti per contattarlo.

Purtroppo oggi pare che in Valsesia l’ altissimo valore del patrimonio naturalistico non venga assolutamente notato dai suoi residenti :(

LA VALSESIA E’ UN PATRIMONIO DA TUTELARE !

Gianni Bosconegro wrote a comment on January 3, 2008

Rispondo al Signor Balordelli.
Purtroppo la Valsesia è oggetto di attacchi ambientali sempre più inauditi.
E non sono certo solo il Vogna o il Sorba la pietra dello scandalo.
Sono il villaggio in stile Walser (!!!) che sta sorgendo nella piana di Riva Valdobbia, un tempo regno di verdi praterie, il residence di Pietre Gemelle che ha soffocato gli storici massi attorno cui si radunavano i walser nel Trrecento, che hanno il medesimo significato del secolare Tiglio di Pecetto di Macugnaga e… ora il mega progetto residenziale di Alagna.

Una completa denuncia del misfatto che si sta compiendo sulle spalle degli ultimi valorosi walser di Alagna Valsesia è stato pubblicato sul Corriere della Sera di ieri mercoledì 2 gennaio, nelle cronace, a firma del generoso e coraggioso giornalista Franco Brevini.

Che non tace, anzi TUONA contro le follie della giunta di Alagna che intende approvare un progetto edilizio che permetterebbe l’edificazione di 24mila metri cubi di cemento.

Ma sembra che almeno questa volta gli Alagnesi si stiano rivoltando contro le delibere del Municipio. L’origine walser della popolazione è una garanzia affinché il MOSTRO di cemento voluto da finanziatori della pianura sia bloccato.
I Walser sono tenaci e non molleranno. Piuttosto come ha fatto Cortina con un referendum chiederanno l’annessione al vicino cantone Vallese. Tanto la lingua è la medesima, ma almeno la sensibilità verso l’ambiente è ben diversa. E Saas Fee e Zermatt hanno solo da insegnare. Gli autoveicoli sono banditi da sempre.
Ci batteremo anche per questa soluzione
Giovanni Bosconegro
frazione Piane, Alagna Valsesia

Joerg Klingenfuss (Giorgio) wrote a comment on January 12, 2008

Bravo ragazzi! Non piove più come trent’anni fa e per consiguenza niente più dighe in Valsesia perchè non fa nulla senso sta roba lì. A Rimella ci hanno rubato tre acque ed il cosìdetto Deflusso Minimo Vitale non esiste perchè in realtà fanno sempre la derivazione totale, come lo ho provato io con le mie foto: guarda su http://www.rimella.com e clicca “Idea di fondo: Rivalorizzazione del territorio” !

Gianni Bosconegro wrote a comment on January 14, 2008

Giriamo il messaggio proveniente da MW Svizzera contro
l’installazione della torre sul Piccolo Cervino (http://
http://www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=122). Per comodità
alleghiamo anche una sommaria traduzione dall’inglese: <>.

La segreteria di MW Italia

giovanni bosconegro wrote a comment on February 12, 2008

Stanno andando avanti due progetti demenziali:
Monte Rosa Walser Express e Torre sul Piccolo Cervino.
La situazione richiede il massimo sforzo possibile come unitarietà
d’azione, in appoggio reciproco.
Il collante di questa azione comune dev’essere la salvaguardia su
area vasta degli ambienti montani d’alta quota.
Nello specifico va tenuto in considerazione che il territorio tra
Monte Rosa e Cervino è: area prioritaria per il WWF internazionale,
Programma Europeo (secondo un processo di analisi validato dall’Agenzia Europea per L’Ambiente EEA); ambiente di alta montagna;
continuum di SIC, ZPS ed IBA in Italia (esistono anche alcuni biotopi
nell’area di Zermatt); archetipo culturale; area sulla quale va
verificata l’applicabilità della Convenzione delle Alpi. La
realizzazione di questi progetti in alta quota va diametralmente in
opposizione al tentativo di arginare gli effetti negativi provocati
dai cambiamenti climatici a dall’aumento delle temperature.

Le economie vogliono investire sempre più in alto per la mancanza di
neve, provocando a catena una serie infinita di ripercussioni
negative a fondo valle, con infrastrutturazioni e richiesta di nuove
edificazioni. L’impatto antropico degli stimati potenziali 400.000
turisti (secondo la presentazione del Monte Rosa Walser Express) che
potranno andare ogni anno da Macugnaga a Zermatt e viceversa,
costituisce un rischio di dimensioni gigantesche anche per il
territorio elvetico, sebbene già infrastrutturato da anni. Non per il
fatto che questa infrastrutturazione esiste, bisogna lasciare
peggiorare la situazione: quel che succede da una parte ha
ripercussioni sull’altra e viceversa.

Nei fatti.
Alcune fonti di informazione spiegano che il “Club 4000″ di Macugnaga
(riunisce gli alpinisti che hanno salito almeno una volta la parete
est del Rosa) oltre ad avere influenza politica sul CAI italiano,
avrebbe una partecipazione diretta nella società che gestisce le
funivie di Zermatt (Zermatt Bergbahnen AG).
E’ quindi presumibile che le guide alpine di Macugnaga, vista la
costante diminuzione di turismo, la mancanza di neve ed il
progressivo arretramento dei ghiacciai, abbiano pensato a come poter
accedere agli ambienti di alta montagna con grandi numeri di turisti,
così da assicurarsi un certo futuro lavorativo (almeno fino a quando
resisteranno i ghiacciai a 3500 m …). Non sappiamo ancora quanto
l’ambiente alpinistico abbia influenza politica in Macugnaga, ma è
certo che la Sindachessa di Macugnaga ha immediatamente accettato la
proposta di “sviluppo”, per darsi un ampio lustro sociale.
Sussistono dubbi (al momento solo dubbi, nulla di certo) che il “Club
4000″ di Macugnaga influenzi o sia in accordo con la società di
gestione delle funivie di Zermatt: i fortissimi interessi economici
dati dall’investimento (350 Ml. euro dichiaratamente già reperiti) e
la partecipazione nelle funivie di Zermatt fanno supporre credibile
questa idea.
Il gioco degli Svizzeri sembra proprio essere quello di sostenere
l’iniziativa quando si tratta di portare notizie all’opinione
pubblica (dichiarazioni effettivamente uscite) e dall’altra tenere a
bada gli ambientalisti, dando loro notizie rassicuranti sul fatto che
l’opera non potrà mai essere realizzata, visti gli enormi costi. Uno
scarso attivismo degli ambientalisti nella zona di Zermatt ,
unitamente ad un certo permissivismo sulle eventuali nuove opere
(torre sul Piccolo Cervino, potenziamento collegamenti funiviari su
Cervinia ecc.), gioca certamente a favore della progressiva
urbanizzazione degli ambienti di alta quota.

Da Macugnaga sarà possibile andare al Monte Moro (2870 m) attraverso
una funicolare sotterranea; lì verrà realizzato anche un albergo. Poi
dal Moro si andrà allo Schwarzberghorn (3609) con un treno
sotterraneo a cremagliera, creando tre fermate con tre finestre
superpanoramiche accessibili 365 giorni all’anno e così si sarà
arrivati ad un angolo di confine italo-svizzero. Poi da lì si potrà
andare con gli sci dove si vorrà, o verso Nord a Saas o verso Ovest
alla stazione di Gornergrat (distante circa 6 km in linea d’aria),
dove c’è già l’attuale trenino di Zermatt. Da notare che allo
Schwarzberghorn arrivano e partono diversi itinerari di sci-apinismo
inseriti nella Gran Haute Route Valdotaine (GHRV).
Un domani se tutto va bene, in Italia faranno anche un altro tratto
di metro sotterraneo verso Alagna Valsesia, che è già collegata
(ahimé) via funivia alla Valle d’Aosta su Gressoney.
I due progetti (Torre e Trenino) sembrano scollegati (cioé l’uno può
essere realizzato senza l’altro) ma in effetti non lo sono. Per un
discorso di pianificazione su area vasta non lo sono e soprattutto
non lo sono perché l’uno alimenterà l’altro. Dichiarazioni da parte
svizzera ci dicono che a Cervinia sono pronti ad aumentare il flusso
turistico e che gli Svizzeri aumenteranno le infrastrutture di
conseguenza, per mezzo di una teleferica tra il Piccolo Cervino e il
Testa Grigia: alcuni skilifts verranno rimossi come compensazione.
Oltre a ciò le funivie di Zermatt hanno già in programma di
incrementare il flusso turistico tra Zermatt ed il Piccolo Cervino
attraverso il potenziamento dell’attuale teleferica: questo dovrebbe
succedere verso il 2010. Questi interventi fungeranno da accesso
preferenziale all’hotel nella Torre in quanto la stazione di arrivo
dovrebbe tecnicamente installarsi nell’hotel, forse sul suo tetto.
Da cui ne consegue che il potenziamento dell’attuale funivia è
giustificato dall’opera della Torre e, a catena, saranno giustificati
e necessari ulteriori potenziamenti su area vasta, come riportato
prima, su Cervinia e verso il Testa Grigia.

Una volta arrivato al Testa Grigia (o da Cervinia o da Zermatt) il
turista è sopra a tutti i ghiacciai, Plateau Rosa in testa ed è a
circa 7 km in linea d’aria dalla stazione del trenino del Gornergrat
e a circa 13 km in linea d’aria dall’arrivo del Monte Rosa Walser
Express, comunque idealmente collegato da molti itinerari di sci-
alpinismo.
La proposta italiana (ma su questo non abbiamo ancora informazioni di
dettaglio), per velocizzare ulteriormente gli spostamenti, è che il
trenino del Gornergrat (che arriva in Svizzera già a 3089 m) possa
venire collegato alla stazione di arrivo italiana: 500 metri di
dislivello non sembrano impossibili da realizzare, su un percorso di
7-8 km.
In Svizzera l’importante ora potrebbe semplicemente essere di non
opporsi al progetto italiano (e perché mai si dovrebbe farlo?) e
buttare acqua sul fuoco dell’opposizione se necessario.
Se il progetto italiano venisse realizzato l’economia di Zermatt
avrebbe solo da guadagnarci: più turisti per tutti! Intanto la
società di gestione delle funivie sostiene la banalizzazione degli
ambienti in alta quota dalla propria parte e un domani se l’Italia
dovesse riversare 400.000 turisti oltre confine, sicuramente
diventerebbe tutto molto più normale ed economicamente appetibile per
gli investitori, confezionare un progetto per il prolungamento del
Glacier Express di Zermatt fino alla stazione di arrivo italiana allo
Schwarzberghorn.

Da ultimo va considerato che anche i sindaci valdostani sono
particolarmente attenti a non farsi sfuggire la possibilità. Diverse
dichiarazioni pubbliche di interesse fanno ipotizzare tutt’altro che
campata in aria la possibilità di avere tra 10-12 anni un “Monte Rosa
High Ring”, da Macugnaga a Zermatt e da Macugnaga a Cervinia.
In ogni caso è assolutamente certo che l’investimento di ingenti
somme in ambienti di alta montagna ha ripercussioni gravissime, sul
posto e su area vasta, in alta quota e sul fondo valle, in Italia ed
in Svizzera, con effetti a lungo termine incalcolabili ed imprevedibili.

Pietro Demarchi wrote a comment on March 11, 2008

Vi invito a leggere il mio ultimo messaggio sul sito:

http://blog.libero.it/pietrodemarchi/

ed anche

http://pietrodemarchi.blog.dada.net/

ed a commentarlo se vorrete.

Pietro Demarchi
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