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	<title>Comments on: verVOGNA!</title>
	<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/</link>
	<description>Raccolta di articoli per la salvaguardia e la difesa dei fiumi italiani</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 03:00:05 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>By: Pietro Demarchi</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-199</link>
		<dc:creator>Pietro Demarchi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 15:40:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-199</guid>
		<description>Vi invito a leggere il mio ultimo messaggio sul sito:

http://blog.libero.it/pietrodemarchi/

ed anche

http://pietrodemarchi.blog.dada.net/

ed a commentarlo se vorrete.

Pietro Demarchi
pietrodemarchi@tele2.it

GTA (Gruppo Tutela Ambiente)
gruppogta@tele2.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi invito a leggere il mio ultimo messaggio sul sito:</p>
<p><a href="http://blog.libero.it/pietrodemarchi/" rel="nofollow">http://blog.libero.it/pietrodemarchi/</a></p>
<p>ed anche</p>
<p><a href="http://pietrodemarchi.blog.dada.net/" rel="nofollow">http://pietrodemarchi.blog.dada.net/</a></p>
<p>ed a commentarlo se vorrete.</p>
<p>Pietro Demarchi<br />
<a href="mailto:pietrodemarchi@tele2.it">pietrodemarchi@tele2.it</a></p>
<p>GTA (Gruppo Tutela Ambiente)<br />
<a href="mailto:gruppogta@tele2.it">gruppogta@tele2.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: giovanni bosconegro</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-198</link>
		<dc:creator>giovanni bosconegro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 22:44:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-198</guid>
		<description>Stanno andando avanti due progetti demenziali:
Monte Rosa Walser Express e Torre sul Piccolo Cervino.
La situazione richiede il massimo sforzo possibile come unitarietà
d'azione, in appoggio reciproco.
Il collante di questa azione comune dev'essere la salvaguardia su
area vasta degli ambienti montani d'alta quota.
Nello specifico va tenuto in considerazione che il territorio tra
Monte Rosa e Cervino è: area prioritaria per il WWF internazionale,
Programma Europeo (secondo un processo di analisi validato dall'Agenzia Europea per L'Ambiente EEA); ambiente di alta montagna;
continuum di SIC, ZPS ed IBA in Italia (esistono anche alcuni biotopi
nell'area di Zermatt); archetipo culturale; area sulla quale va
verificata l'applicabilità della Convenzione delle Alpi. La
realizzazione di questi progetti in alta quota va diametralmente in
opposizione al tentativo di arginare gli effetti negativi provocati
dai cambiamenti climatici a dall'aumento delle temperature.

Le economie vogliono investire sempre più in alto per la mancanza di
neve, provocando a catena una serie infinita di ripercussioni
negative a fondo valle, con infrastrutturazioni e richiesta di nuove
edificazioni. L'impatto antropico degli stimati potenziali 400.000
turisti (secondo la presentazione del Monte Rosa Walser Express) che
potranno andare ogni anno da Macugnaga a Zermatt e viceversa,
costituisce un rischio di dimensioni gigantesche anche per il
territorio elvetico, sebbene già infrastrutturato da anni. Non per il
fatto che questa infrastrutturazione esiste, bisogna lasciare
peggiorare la situazione: quel che succede da una parte ha
ripercussioni sull'altra e viceversa.

Nei fatti.
Alcune fonti di informazione spiegano che il "Club 4000" di Macugnaga
(riunisce gli alpinisti che hanno salito almeno una volta la parete
est del Rosa) oltre ad avere influenza politica sul CAI italiano,
avrebbe una partecipazione diretta nella società che gestisce le
funivie di Zermatt (Zermatt Bergbahnen AG).
E' quindi presumibile che le guide alpine di Macugnaga, vista la
costante diminuzione di turismo, la mancanza di neve ed il
progressivo arretramento dei ghiacciai, abbiano pensato a come poter
accedere agli ambienti di alta montagna con grandi numeri di turisti,
così da assicurarsi un certo futuro lavorativo (almeno fino a quando
resisteranno i ghiacciai a 3500 m ...). Non sappiamo ancora quanto
l'ambiente alpinistico abbia influenza politica in Macugnaga, ma è
certo che la Sindachessa di Macugnaga ha immediatamente accettato la
proposta di "sviluppo", per darsi un ampio lustro sociale.
Sussistono dubbi (al momento solo dubbi, nulla di certo) che il "Club
4000" di Macugnaga influenzi o sia in accordo con la società di
gestione delle funivie di Zermatt: i fortissimi interessi economici
dati dall'investimento (350 Ml. euro dichiaratamente già reperiti) e
la partecipazione nelle funivie di Zermatt fanno supporre credibile
questa idea.
Il gioco degli Svizzeri sembra proprio essere quello di sostenere
l'iniziativa quando si tratta di portare notizie all'opinione
pubblica (dichiarazioni effettivamente uscite) e dall'altra tenere a
bada gli ambientalisti, dando loro notizie rassicuranti sul fatto che
l'opera non potrà mai essere realizzata, visti gli enormi costi. Uno
scarso attivismo degli ambientalisti nella zona di Zermatt ,
unitamente ad un certo permissivismo sulle eventuali nuove opere
(torre sul Piccolo Cervino, potenziamento collegamenti funiviari su
Cervinia ecc.), gioca certamente a favore della progressiva
urbanizzazione degli ambienti di alta quota.

Da Macugnaga sarà possibile andare al Monte Moro (2870 m) attraverso
una funicolare sotterranea; lì verrà realizzato anche un albergo. Poi
dal Moro si andrà allo Schwarzberghorn (3609) con un treno
sotterraneo a cremagliera, creando tre fermate con tre finestre
superpanoramiche accessibili 365 giorni all'anno e così si sarà
arrivati ad un angolo di confine italo-svizzero. Poi da lì si potrà
andare con gli sci dove si vorrà, o verso Nord a Saas o verso Ovest
alla stazione di Gornergrat (distante circa 6 km in linea d'aria),
dove c'è già l'attuale trenino di Zermatt. Da notare che allo
Schwarzberghorn arrivano e partono diversi itinerari di sci-apinismo
inseriti nella Gran Haute Route Valdotaine (GHRV).
Un domani se tutto va bene, in Italia faranno anche un altro tratto
di metro sotterraneo verso Alagna Valsesia, che è già collegata
(ahimé) via funivia alla Valle d'Aosta su Gressoney.
I due progetti (Torre e Trenino) sembrano scollegati (cioé l'uno può
essere realizzato senza l'altro) ma in effetti non lo sono. Per un
discorso di pianificazione su area vasta non lo sono e soprattutto
non lo sono perché l'uno alimenterà l'altro. Dichiarazioni da parte
svizzera ci dicono che a Cervinia sono pronti ad aumentare il flusso
turistico e che gli Svizzeri aumenteranno le infrastrutture di
conseguenza, per mezzo di una teleferica tra il Piccolo Cervino e il
Testa Grigia: alcuni skilifts verranno rimossi come compensazione.
Oltre a ciò le funivie di Zermatt hanno già in programma di
incrementare il flusso turistico tra Zermatt ed il Piccolo Cervino
attraverso il potenziamento dell'attuale teleferica: questo dovrebbe
succedere verso il 2010. Questi interventi fungeranno da accesso
preferenziale all'hotel nella Torre in quanto la stazione di arrivo
dovrebbe tecnicamente installarsi nell'hotel, forse sul suo tetto.
Da cui ne consegue che il potenziamento dell'attuale funivia è
giustificato dall'opera della Torre e, a catena, saranno giustificati
e necessari ulteriori potenziamenti su area vasta, come riportato
prima, su Cervinia e verso il Testa Grigia.

Una volta arrivato al Testa Grigia (o da Cervinia o da Zermatt) il
turista è sopra a tutti i ghiacciai, Plateau Rosa in testa ed è a
circa 7 km in linea d'aria dalla stazione del trenino del Gornergrat
e a circa 13 km in linea d'aria dall'arrivo del Monte Rosa Walser
Express, comunque idealmente collegato da molti itinerari di sci-
alpinismo.
La proposta italiana (ma su questo non abbiamo ancora informazioni di
dettaglio), per velocizzare ulteriormente gli spostamenti, è che il
trenino del Gornergrat (che arriva in Svizzera già a 3089 m) possa
venire collegato alla stazione di arrivo italiana: 500 metri di
dislivello non sembrano impossibili da realizzare, su un percorso di
7-8 km.
In Svizzera l'importante ora potrebbe semplicemente essere di non
opporsi al progetto italiano (e perché mai si dovrebbe farlo?) e
buttare acqua sul fuoco dell'opposizione se necessario.
Se il progetto italiano venisse realizzato l'economia di Zermatt
avrebbe solo da guadagnarci: più turisti per tutti! Intanto la
società di gestione delle funivie sostiene la banalizzazione degli
ambienti in alta quota dalla propria parte e un domani se l'Italia
dovesse riversare 400.000 turisti oltre confine, sicuramente
diventerebbe tutto molto più normale ed economicamente appetibile per
gli investitori, confezionare un progetto per il prolungamento del
Glacier Express di Zermatt fino alla stazione di arrivo italiana allo
Schwarzberghorn.

Da ultimo va considerato che anche i sindaci valdostani sono
particolarmente attenti a non farsi sfuggire la possibilità. Diverse
dichiarazioni pubbliche di interesse fanno ipotizzare tutt'altro che
campata in aria la possibilità di avere tra 10-12 anni un "Monte Rosa
High Ring", da Macugnaga a Zermatt e da Macugnaga a Cervinia.
In ogni caso è assolutamente certo che l'investimento di ingenti
somme in ambienti di alta montagna ha ripercussioni gravissime, sul
posto e su area vasta, in alta quota e sul fondo valle, in Italia ed
in Svizzera, con effetti a lungo termine incalcolabili ed imprevedibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stanno andando avanti due progetti demenziali:<br />
Monte Rosa Walser Express e Torre sul Piccolo Cervino.<br />
La situazione richiede il massimo sforzo possibile come unitarietà<br />
d&#8217;azione, in appoggio reciproco.<br />
Il collante di questa azione comune dev&#8217;essere la salvaguardia su<br />
area vasta degli ambienti montani d&#8217;alta quota.<br />
Nello specifico va tenuto in considerazione che il territorio tra<br />
Monte Rosa e Cervino è: area prioritaria per il WWF internazionale,<br />
Programma Europeo (secondo un processo di analisi validato dall&#8217;Agenzia Europea per L&#8217;Ambiente EEA); ambiente di alta montagna;<br />
continuum di SIC, ZPS ed IBA in Italia (esistono anche alcuni biotopi<br />
nell&#8217;area di Zermatt); archetipo culturale; area sulla quale va<br />
verificata l&#8217;applicabilità della Convenzione delle Alpi. La<br />
realizzazione di questi progetti in alta quota va diametralmente in<br />
opposizione al tentativo di arginare gli effetti negativi provocati<br />
dai cambiamenti climatici a dall&#8217;aumento delle temperature.</p>
<p>Le economie vogliono investire sempre più in alto per la mancanza di<br />
neve, provocando a catena una serie infinita di ripercussioni<br />
negative a fondo valle, con infrastrutturazioni e richiesta di nuove<br />
edificazioni. L&#8217;impatto antropico degli stimati potenziali 400.000<br />
turisti (secondo la presentazione del Monte Rosa Walser Express) che<br />
potranno andare ogni anno da Macugnaga a Zermatt e viceversa,<br />
costituisce un rischio di dimensioni gigantesche anche per il<br />
territorio elvetico, sebbene già infrastrutturato da anni. Non per il<br />
fatto che questa infrastrutturazione esiste, bisogna lasciare<br />
peggiorare la situazione: quel che succede da una parte ha<br />
ripercussioni sull&#8217;altra e viceversa.</p>
<p>Nei fatti.<br />
Alcune fonti di informazione spiegano che il &#8220;Club 4000&#8243; di Macugnaga<br />
(riunisce gli alpinisti che hanno salito almeno una volta la parete<br />
est del Rosa) oltre ad avere influenza politica sul CAI italiano,<br />
avrebbe una partecipazione diretta nella società che gestisce le<br />
funivie di Zermatt (Zermatt Bergbahnen AG).<br />
E&#8217; quindi presumibile che le guide alpine di Macugnaga, vista la<br />
costante diminuzione di turismo, la mancanza di neve ed il<br />
progressivo arretramento dei ghiacciai, abbiano pensato a come poter<br />
accedere agli ambienti di alta montagna con grandi numeri di turisti,<br />
così da assicurarsi un certo futuro lavorativo (almeno fino a quando<br />
resisteranno i ghiacciai a 3500 m &#8230;). Non sappiamo ancora quanto<br />
l&#8217;ambiente alpinistico abbia influenza politica in Macugnaga, ma è<br />
certo che la Sindachessa di Macugnaga ha immediatamente accettato la<br />
proposta di &#8220;sviluppo&#8221;, per darsi un ampio lustro sociale.<br />
Sussistono dubbi (al momento solo dubbi, nulla di certo) che il &#8220;Club<br />
4000&#8243; di Macugnaga influenzi o sia in accordo con la società di<br />
gestione delle funivie di Zermatt: i fortissimi interessi economici<br />
dati dall&#8217;investimento (350 Ml. euro dichiaratamente già reperiti) e<br />
la partecipazione nelle funivie di Zermatt fanno supporre credibile<br />
questa idea.<br />
Il gioco degli Svizzeri sembra proprio essere quello di sostenere<br />
l&#8217;iniziativa quando si tratta di portare notizie all&#8217;opinione<br />
pubblica (dichiarazioni effettivamente uscite) e dall&#8217;altra tenere a<br />
bada gli ambientalisti, dando loro notizie rassicuranti sul fatto che<br />
l&#8217;opera non potrà mai essere realizzata, visti gli enormi costi. Uno<br />
scarso attivismo degli ambientalisti nella zona di Zermatt ,<br />
unitamente ad un certo permissivismo sulle eventuali nuove opere<br />
(torre sul Piccolo Cervino, potenziamento collegamenti funiviari su<br />
Cervinia ecc.), gioca certamente a favore della progressiva<br />
urbanizzazione degli ambienti di alta quota.</p>
<p>Da Macugnaga sarà possibile andare al Monte Moro (2870 m) attraverso<br />
una funicolare sotterranea; lì verrà realizzato anche un albergo. Poi<br />
dal Moro si andrà allo Schwarzberghorn (3609) con un treno<br />
sotterraneo a cremagliera, creando tre fermate con tre finestre<br />
superpanoramiche accessibili 365 giorni all&#8217;anno e così si sarà<br />
arrivati ad un angolo di confine italo-svizzero. Poi da lì si potrà<br />
andare con gli sci dove si vorrà, o verso Nord a Saas o verso Ovest<br />
alla stazione di Gornergrat (distante circa 6 km in linea d&#8217;aria),<br />
dove c&#8217;è già l&#8217;attuale trenino di Zermatt. Da notare che allo<br />
Schwarzberghorn arrivano e partono diversi itinerari di sci-apinismo<br />
inseriti nella Gran Haute Route Valdotaine (GHRV).<br />
Un domani se tutto va bene, in Italia faranno anche un altro tratto<br />
di metro sotterraneo verso Alagna Valsesia, che è già collegata<br />
(ahimé) via funivia alla Valle d&#8217;Aosta su Gressoney.<br />
I due progetti (Torre e Trenino) sembrano scollegati (cioé l&#8217;uno può<br />
essere realizzato senza l&#8217;altro) ma in effetti non lo sono. Per un<br />
discorso di pianificazione su area vasta non lo sono e soprattutto<br />
non lo sono perché l&#8217;uno alimenterà l&#8217;altro. Dichiarazioni da parte<br />
svizzera ci dicono che a Cervinia sono pronti ad aumentare il flusso<br />
turistico e che gli Svizzeri aumenteranno le infrastrutture di<br />
conseguenza, per mezzo di una teleferica tra il Piccolo Cervino e il<br />
Testa Grigia: alcuni skilifts verranno rimossi come compensazione.<br />
Oltre a ciò le funivie di Zermatt hanno già in programma di<br />
incrementare il flusso turistico tra Zermatt ed il Piccolo Cervino<br />
attraverso il potenziamento dell&#8217;attuale teleferica: questo dovrebbe<br />
succedere verso il 2010. Questi interventi fungeranno da accesso<br />
preferenziale all&#8217;hotel nella Torre in quanto la stazione di arrivo<br />
dovrebbe tecnicamente installarsi nell&#8217;hotel, forse sul suo tetto.<br />
Da cui ne consegue che il potenziamento dell&#8217;attuale funivia è<br />
giustificato dall&#8217;opera della Torre e, a catena, saranno giustificati<br />
e necessari ulteriori potenziamenti su area vasta, come riportato<br />
prima, su Cervinia e verso il Testa Grigia.</p>
<p>Una volta arrivato al Testa Grigia (o da Cervinia o da Zermatt) il<br />
turista è sopra a tutti i ghiacciai, Plateau Rosa in testa ed è a<br />
circa 7 km in linea d&#8217;aria dalla stazione del trenino del Gornergrat<br />
e a circa 13 km in linea d&#8217;aria dall&#8217;arrivo del Monte Rosa Walser<br />
Express, comunque idealmente collegato da molti itinerari di sci-<br />
alpinismo.<br />
La proposta italiana (ma su questo non abbiamo ancora informazioni di<br />
dettaglio), per velocizzare ulteriormente gli spostamenti, è che il<br />
trenino del Gornergrat (che arriva in Svizzera già a 3089 m) possa<br />
venire collegato alla stazione di arrivo italiana: 500 metri di<br />
dislivello non sembrano impossibili da realizzare, su un percorso di<br />
7-8 km.<br />
In Svizzera l&#8217;importante ora potrebbe semplicemente essere di non<br />
opporsi al progetto italiano (e perché mai si dovrebbe farlo?) e<br />
buttare acqua sul fuoco dell&#8217;opposizione se necessario.<br />
Se il progetto italiano venisse realizzato l&#8217;economia di Zermatt<br />
avrebbe solo da guadagnarci: più turisti per tutti! Intanto la<br />
società di gestione delle funivie sostiene la banalizzazione degli<br />
ambienti in alta quota dalla propria parte e un domani se l&#8217;Italia<br />
dovesse riversare 400.000 turisti oltre confine, sicuramente<br />
diventerebbe tutto molto più normale ed economicamente appetibile per<br />
gli investitori, confezionare un progetto per il prolungamento del<br />
Glacier Express di Zermatt fino alla stazione di arrivo italiana allo<br />
Schwarzberghorn.</p>
<p>Da ultimo va considerato che anche i sindaci valdostani sono<br />
particolarmente attenti a non farsi sfuggire la possibilità. Diverse<br />
dichiarazioni pubbliche di interesse fanno ipotizzare tutt&#8217;altro che<br />
campata in aria la possibilità di avere tra 10-12 anni un &#8220;Monte Rosa<br />
High Ring&#8221;, da Macugnaga a Zermatt e da Macugnaga a Cervinia.<br />
In ogni caso è assolutamente certo che l&#8217;investimento di ingenti<br />
somme in ambienti di alta montagna ha ripercussioni gravissime, sul<br />
posto e su area vasta, in alta quota e sul fondo valle, in Italia ed<br />
in Svizzera, con effetti a lungo termine incalcolabili ed imprevedibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Gianni Bosconegro</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-185</link>
		<dc:creator>Gianni Bosconegro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 08:01:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-185</guid>
		<description>Giriamo il messaggio proveniente da MW Svizzera contro
l'installazione della torre sul Piccolo Cervino (http://
www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=122). Per comodità
alleghiamo anche una sommaria traduzione dall'inglese: &#60;&#62;.

La segreteria di MW Italia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giriamo il messaggio proveniente da MW Svizzera contro<br />
l&#8217;installazione della torre sul Piccolo Cervino (http://<br />
<a href="http://www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=122" rel="nofollow">http://www.mountwild.it/mw/news/displaynews.php?idnews=122</a>). Per comodità<br />
alleghiamo anche una sommaria traduzione dall&#8217;inglese: &lt;&gt;.</p>
<p>La segreteria di MW Italia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Joerg Klingenfuss (Giorgio)</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-182</link>
		<dc:creator>Joerg Klingenfuss (Giorgio)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 10:06:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-182</guid>
		<description>Bravo ragazzi! Non piove più come trent'anni fa e per consiguenza niente più dighe in Valsesia perchè non fa nulla senso sta roba lì. A Rimella ci hanno rubato tre acque ed il cosìdetto Deflusso Minimo Vitale non esiste perchè in realtà fanno sempre la derivazione totale, come lo ho provato io con le mie foto: guarda su www.rimella.com e clicca "Idea di fondo: Rivalorizzazione del territorio" !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo ragazzi! Non piove più come trent&#8217;anni fa e per consiguenza niente più dighe in Valsesia perchè non fa nulla senso sta roba lì. A Rimella ci hanno rubato tre acque ed il cosìdetto Deflusso Minimo Vitale non esiste perchè in realtà fanno sempre la derivazione totale, come lo ho provato io con le mie foto: guarda su <a href="http://www.rimella.com" rel="nofollow">http://www.rimella.com</a> e clicca &#8220;Idea di fondo: Rivalorizzazione del territorio&#8221; !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Gianni Bosconegro</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-172</link>
		<dc:creator>Gianni Bosconegro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 16:00:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-172</guid>
		<description>Rispondo al Signor Balordelli.
Purtroppo la Valsesia è oggetto di attacchi ambientali sempre più inauditi.
E non sono certo solo il Vogna o il Sorba la pietra dello scandalo.
Sono il villaggio in stile Walser (!!!) che sta sorgendo nella piana di Riva Valdobbia, un tempo regno di verdi praterie, il residence di Pietre Gemelle che ha soffocato gli storici massi attorno cui si radunavano i walser nel Trrecento, che hanno il medesimo significato del secolare Tiglio di Pecetto di Macugnaga e... ora il mega progetto residenziale di Alagna.

Una completa denuncia del misfatto che si sta compiendo sulle spalle degli ultimi valorosi walser di Alagna Valsesia è stato pubblicato sul Corriere della Sera di ieri mercoledì 2 gennaio, nelle cronace, a firma del generoso e coraggioso giornalista Franco Brevini.

Che non tace, anzi TUONA contro le follie della giunta di Alagna che intende approvare un progetto edilizio che permetterebbe l'edificazione di 24mila metri cubi di cemento.

Ma sembra che almeno questa volta gli Alagnesi si stiano rivoltando contro le delibere del Municipio. L'origine walser della popolazione è una garanzia affinché il MOSTRO di cemento voluto da finanziatori della pianura sia bloccato.
I Walser sono tenaci e non molleranno. Piuttosto come ha fatto Cortina con un referendum chiederanno l'annessione al vicino cantone Vallese. Tanto la lingua è la medesima, ma almeno la sensibilità verso l'ambiente è ben diversa. E Saas Fee e Zermatt hanno solo da insegnare. Gli autoveicoli sono banditi da sempre.
Ci batteremo anche per questa soluzione
Giovanni Bosconegro
frazione Piane, Alagna Valsesia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo al Signor Balordelli.<br />
Purtroppo la Valsesia è oggetto di attacchi ambientali sempre più inauditi.<br />
E non sono certo solo il Vogna o il Sorba la pietra dello scandalo.<br />
Sono il villaggio in stile Walser (!!!) che sta sorgendo nella piana di Riva Valdobbia, un tempo regno di verdi praterie, il residence di Pietre Gemelle che ha soffocato gli storici massi attorno cui si radunavano i walser nel Trrecento, che hanno il medesimo significato del secolare Tiglio di Pecetto di Macugnaga e&#8230; ora il mega progetto residenziale di Alagna.</p>
<p>Una completa denuncia del misfatto che si sta compiendo sulle spalle degli ultimi valorosi walser di Alagna Valsesia è stato pubblicato sul Corriere della Sera di ieri mercoledì 2 gennaio, nelle cronace, a firma del generoso e coraggioso giornalista Franco Brevini.</p>
<p>Che non tace, anzi TUONA contro le follie della giunta di Alagna che intende approvare un progetto edilizio che permetterebbe l&#8217;edificazione di 24mila metri cubi di cemento.</p>
<p>Ma sembra che almeno questa volta gli Alagnesi si stiano rivoltando contro le delibere del Municipio. L&#8217;origine walser della popolazione è una garanzia affinché il MOSTRO di cemento voluto da finanziatori della pianura sia bloccato.<br />
I Walser sono tenaci e non molleranno. Piuttosto come ha fatto Cortina con un referendum chiederanno l&#8217;annessione al vicino cantone Vallese. Tanto la lingua è la medesima, ma almeno la sensibilità verso l&#8217;ambiente è ben diversa. E Saas Fee e Zermatt hanno solo da insegnare. Gli autoveicoli sono banditi da sempre.<br />
Ci batteremo anche per questa soluzione<br />
Giovanni Bosconegro<br />
frazione Piane, Alagna Valsesia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: dani</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-142</link>
		<dc:creator>dani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 00:48:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-142</guid>
		<description>mi spiace ma al momento non possiamo esserle d' aiuto. 
L'unico commento a riguardo del progetto immobiliare in Alagna
ci è arrivato dal sig. Giovanni Bosconegro e lo vede qui sopra scritto,  ma non ha lasciato riferimenti per contattarlo.

Purtroppo oggi pare che in Valsesia  l' altissimo valore del patrimonio naturalistico non venga assolutamente notato dai suoi residenti  :( 


LA VALSESIA E’ UN PATRIMONIO DA TUTELARE !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi spiace ma al momento non possiamo esserle d&#8217; aiuto.<br />
L&#8217;unico commento a riguardo del progetto immobiliare in Alagna<br />
ci è arrivato dal sig. Giovanni Bosconegro e lo vede qui sopra scritto,  ma non ha lasciato riferimenti per contattarlo.</p>
<p>Purtroppo oggi pare che in Valsesia  l&#8217; altissimo valore del patrimonio naturalistico non venga assolutamente notato dai suoi residenti  <img src='http://blog.ckfiumi.net/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>LA VALSESIA E’ UN PATRIMONIO DA TUTELARE !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: zeo saverio balordelli</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-141</link>
		<dc:creator>zeo saverio balordelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 23:40:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-141</guid>
		<description>ero passato  in val vogna un paio d'anni fa dormendo a san ANTONIO per poi proseguire verso il sottile e tornare a gressoney da dove ero partito. il gestore del rifugio mi aveva parlato del deliarante progetto e purtroppo apprendo che la follia umana ha fatto il suo corso...sono arrivato in realtà a questo blog perchè scercavo notizie su un altra promettente follia, quella del progetto immobiliare ad alagna. sapete indirizzarmi su qualche fonte
grazie
zeo
hasta la valsesia siempre !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ero passato  in val vogna un paio d&#8217;anni fa dormendo a san ANTONIO per poi proseguire verso il sottile e tornare a gressoney da dove ero partito. il gestore del rifugio mi aveva parlato del deliarante progetto e purtroppo apprendo che la follia umana ha fatto il suo corso&#8230;sono arrivato in realtà a questo blog perchè scercavo notizie su un altra promettente follia, quella del progetto immobiliare ad alagna. sapete indirizzarmi su qualche fonte<br />
grazie<br />
zeo<br />
hasta la valsesia siempre !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: philo</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-105</link>
		<dc:creator>philo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 00:49:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-105</guid>
		<description>Riportiamo qui l'articolo del Dr. Pietro Demarchi:
"La realizzazione di un progetto che contempla lo sbarramento del corso d’acqua costituito da un muro di cemento alto 2 metri e largo 15, la posa delle condotte ed una nuova centralina permetterà lo sfruttamento idroelettrico del torrente Vogna.
Il prelievo di acqua rischia di lasciare quasi all’asciutto il torrente con conseguente danno all’ecosistema dell’affluente ed inevitabilmente anche a quello fluviale del Sesia.
Secondo il WWF lo studio di valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto di una adeguata analisi degli aspetti naturalistici. La flora e la fauna non sono stati sufficientemente studiati, come del resto viene spesso fatto ormai da decenni, considerando la natura ad uso dei furbi.
La storia si ripete come ho ricordato alcuni mesi fa con la ridicola valutazione d’impatto ambientale per la richiesta del Piano Particolareggiato in Comune di Serravalle Sesia.
Il danno per l’equilibrio ecosistemico non interesserà soltanto il torrente Vogna e la sua valle, ma inevitabilmente anche il Fiume Sesia ed il suo bacino imbrifero.
Il WWF sta giustamente valutando l’ipotesi di rivolgersi alla Commissione Europea e sembra qui giusto ricordare la richiesta, da parte della Sezione di Novara di Italia Nostra, di istituzione di un Parco Naturale Fluviale del Sesia dal Monte Rosa, dove nasce, al Po dove sfocia.
Vorrei ricordare che il progetto dell’Associazione Italia Nostra è “Parco Fluviale per il Fiume Sesia dal Monte Rosa al Po - emergenze naturalistiche e paesistico-ambientali delle fasce spondali del fiume e del suo bacino imbrifero”.

Dr. Pietro Demarchi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo qui l&#8217;articolo del Dr. Pietro Demarchi:<br />
&#8220;La realizzazione di un progetto che contempla lo sbarramento del corso d’acqua costituito da un muro di cemento alto 2 metri e largo 15, la posa delle condotte ed una nuova centralina permetterà lo sfruttamento idroelettrico del torrente Vogna.<br />
Il prelievo di acqua rischia di lasciare quasi all’asciutto il torrente con conseguente danno all’ecosistema dell’affluente ed inevitabilmente anche a quello fluviale del Sesia.<br />
Secondo il WWF lo studio di valutazione di impatto ambientale non ha tenuto conto di una adeguata analisi degli aspetti naturalistici. La flora e la fauna non sono stati sufficientemente studiati, come del resto viene spesso fatto ormai da decenni, considerando la natura ad uso dei furbi.<br />
La storia si ripete come ho ricordato alcuni mesi fa con la ridicola valutazione d’impatto ambientale per la richiesta del Piano Particolareggiato in Comune di Serravalle Sesia.<br />
Il danno per l’equilibrio ecosistemico non interesserà soltanto il torrente Vogna e la sua valle, ma inevitabilmente anche il Fiume Sesia ed il suo bacino imbrifero.<br />
Il WWF sta giustamente valutando l’ipotesi di rivolgersi alla Commissione Europea e sembra qui giusto ricordare la richiesta, da parte della Sezione di Novara di Italia Nostra, di istituzione di un Parco Naturale Fluviale del Sesia dal Monte Rosa, dove nasce, al Po dove sfocia.<br />
Vorrei ricordare che il progetto dell’Associazione Italia Nostra è “Parco Fluviale per il Fiume Sesia dal Monte Rosa al Po - emergenze naturalistiche e paesistico-ambientali delle fasce spondali del fiume e del suo bacino imbrifero”.</p>
<p>Dr. Pietro Demarchi</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Pietro Demarchi</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-104</link>
		<dc:creator>Pietro Demarchi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2007 23:51:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-104</guid>
		<description>Con grande piacere accetto la vostra ospitalità sul vostro blog, anche perchè queste informazioni sono ancora troppo poco conosciute e la coscenza dei pericoli, che minano il nostro ambiente, non è a livelli sufficienti per fare reagire la gente di fronte ad una gestione sbagliata da parte delle nostre amministrazioni sia comunali che sovracomunali.
Come ha visto anche noi abbiamo &lt;a href="http://pietrodemarchi.blog.dada.net/post/658642/Costituzione+del+GTA+%28Gruppo+Tutela+Ambiente%29+per+il+territorio+di+Serravalle+Sesia" rel="nofollow"&gt;formato un gruppo&lt;/a&gt; per controllare e criticare gli interventi inopportuni della nostra Amministrazione Comunale, proponendo altre forme di gestione del territorio, in linea con l'equilibrio ecosistemico.
Aggiungerò anch'io un link al suo blog e parlerò al nostro prossimo incontro del vostro gruppo.

&lt;a href="http://pietrodemarchi.blog.dada.net" rel="nofollow"&gt;http://pietrodemarchi.blog.dada.net&lt;/a&gt;

Dr. Pietro Demarchi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Con grande piacere accetto la vostra ospitalità sul vostro blog, anche perchè queste informazioni sono ancora troppo poco conosciute e la coscenza dei pericoli, che minano il nostro ambiente, non è a livelli sufficienti per fare reagire la gente di fronte ad una gestione sbagliata da parte delle nostre amministrazioni sia comunali che sovracomunali.<br />
Come ha visto anche noi abbiamo <a href="http://pietrodemarchi.blog.dada.net/post/658642/Costituzione+del+GTA+%28Gruppo+Tutela+Ambiente%29+per+il+territorio+di+Serravalle+Sesia" rel="nofollow">formato un gruppo</a> per controllare e criticare gli interventi inopportuni della nostra Amministrazione Comunale, proponendo altre forme di gestione del territorio, in linea con l&#8217;equilibrio ecosistemico.<br />
Aggiungerò anch&#8217;io un link al suo blog e parlerò al nostro prossimo incontro del vostro gruppo.</p>
<p><a href="http://pietrodemarchi.blog.dada.net" rel="nofollow">http://pietrodemarchi.blog.dada.net</a></p>
<p>Dr. Pietro Demarchi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Gianni Bosconegro</title>
		<link>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-99</link>
		<dc:creator>Gianni Bosconegro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 16:32:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.ckfiumi.net/fiumi-minacciati/vervogna/#comment-99</guid>
		<description>Comunicato Stampa n. 1
Progetto per la costruzione di un mega edificio ad Alagna Valsesia (Vc) – Monterosa 

S.O.S. Alagna Valsesia, in un ambiente di alto valore naturalistico ed architettonico c’è chi ha pensato e progettato un vero e proprio “mega complesso edilizio” di proporzioni mostruose e di pessimo gusto, allarmante minaccia ad un tranquillo tipico borgo di montagna, stravolgendone il profilo costituito in larga parte da antiche case walser in legno del XVII secolo candidate alla tutela Unesco. 228 residenti e proprietari di seconde case sottoscrivono lettera al Sindaco  di dissenso ed opposizione al progetto indicando modi alternativi per uno sviluppo turistico sostenibile e responsabile. La raccolta firme continua.

LETTERA
Egregio 
Dott. Sandro Bergamo
								Sindaco del Comune di Alagna Valsesia
								Fraz. Centro
								13021 Alagna Valsesia (Vc)
								
Alagna Valsesia, 7/11/2007



Egregio Signor Sindaco,
 
		i sottoscritti residenti e proprietari di seconde case in Alagna ed amanti della Valsesia e dei suoi paesaggi, avendo appreso da organi di stampa locale del dissennato progetto con il quale si vorrebbe realizzare una mega costruzione che si pone al di fuori della storia e della cultura del paese, manifestano tutto il loro dissenso ed opposizione all’iniziativa rimettendosi alla Sua sensibilità per esortarLa a sostenere uno sviluppo ed una crescita del paese che amplifichi le proprie radici e peculiarità culturali, senza mai comprometterne il futuro e l’identità. 
Il dissennato progetto che prevede ben 360 posti letto non appartiene ad Alagna, le è estraneo. Estraneo alla sua cultura, alla sua storia e alla sua tradizione. Rappresenta una grave ferita all’ambiente, vera e propria liquidazione di un patrimonio paesaggistico raro e di inestimabile valore che dovrebbe costituire invece il capitale di base per una crescita economica ed uno sviluppo turistico ordinato nel rispetto della tradizione e dell’identità della nostra Comunità. E’ fuori dallo spirito e dalle atmosfere che ad Alagna si respirano da sempre. I sottoscritti si augurano che rimanga per sempre un progetto e per di più fra quelli più sgangherati, al quale non sarà mai dato seguito con la realizzazione delle relative opere. A nostro avviso lo sviluppo turistico passa attraverso tante piccole strutture ricettive di qualità a conduzione familiare assai flessibili che si integrano fortemente nel tessuto sociale locale rispettandone l’ambiente e come tali sono estremamente competitive grazie al contenimento dei costi che solo una gestione familiare consente, aspetto particolarmente interessante in tempi di crisi economica e di forte concorrenza sui mercati turistici internazionali. Gli abitanti di Alagna hanno qualcosa da imparare dai turisti, ma molto anche da dare e far conoscere: la loro storia, la loro cultura, la loro capacità di integrarsi in un ambiente aspro e difficile rispettandolo da sempre.
L’integrità del territorio può diventare un modello di sviluppo completamente diverso. Lo sviluppo economico di Alagna e della Valsesia perseguibile con lo sviluppo turistico non può prescindere dal rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura locale che del turismo costituiscono la risorsa ed il capitale da preservare gelosamente, configurandosi ambiente e cultura come un redditizio bene di valore economico da far valere sui mercati turistici internazionali.
La mega costruzione tanto simile al Castello della favola di Biancaneve non ci interessa, preferiamo la storia e la cultura dei leggendari piccoli forti uomini walser che hanno saputo combattere in un ambiente aspro ed ostile da loro sempre amato e rispettato: la montagna.

		Con i migliori saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato Stampa n. 1<br />
Progetto per la costruzione di un mega edificio ad Alagna Valsesia (Vc) – Monterosa </p>
<p>S.O.S. Alagna Valsesia, in un ambiente di alto valore naturalistico ed architettonico c’è chi ha pensato e progettato un vero e proprio “mega complesso edilizio” di proporzioni mostruose e di pessimo gusto, allarmante minaccia ad un tranquillo tipico borgo di montagna, stravolgendone il profilo costituito in larga parte da antiche case walser in legno del XVII secolo candidate alla tutela Unesco. 228 residenti e proprietari di seconde case sottoscrivono lettera al Sindaco  di dissenso ed opposizione al progetto indicando modi alternativi per uno sviluppo turistico sostenibile e responsabile. La raccolta firme continua.</p>
<p>LETTERA<br />
Egregio<br />
Dott. Sandro Bergamo<br />
								Sindaco del Comune di Alagna Valsesia<br />
								Fraz. Centro<br />
								13021 Alagna Valsesia (Vc)</p>
<p>Alagna Valsesia, 7/11/2007</p>
<p>Egregio Signor Sindaco,</p>
<p>		i sottoscritti residenti e proprietari di seconde case in Alagna ed amanti della Valsesia e dei suoi paesaggi, avendo appreso da organi di stampa locale del dissennato progetto con il quale si vorrebbe realizzare una mega costruzione che si pone al di fuori della storia e della cultura del paese, manifestano tutto il loro dissenso ed opposizione all’iniziativa rimettendosi alla Sua sensibilità per esortarLa a sostenere uno sviluppo ed una crescita del paese che amplifichi le proprie radici e peculiarità culturali, senza mai comprometterne il futuro e l’identità.<br />
Il dissennato progetto che prevede ben 360 posti letto non appartiene ad Alagna, le è estraneo. Estraneo alla sua cultura, alla sua storia e alla sua tradizione. Rappresenta una grave ferita all’ambiente, vera e propria liquidazione di un patrimonio paesaggistico raro e di inestimabile valore che dovrebbe costituire invece il capitale di base per una crescita economica ed uno sviluppo turistico ordinato nel rispetto della tradizione e dell’identità della nostra Comunità. E’ fuori dallo spirito e dalle atmosfere che ad Alagna si respirano da sempre. I sottoscritti si augurano che rimanga per sempre un progetto e per di più fra quelli più sgangherati, al quale non sarà mai dato seguito con la realizzazione delle relative opere. A nostro avviso lo sviluppo turistico passa attraverso tante piccole strutture ricettive di qualità a conduzione familiare assai flessibili che si integrano fortemente nel tessuto sociale locale rispettandone l’ambiente e come tali sono estremamente competitive grazie al contenimento dei costi che solo una gestione familiare consente, aspetto particolarmente interessante in tempi di crisi economica e di forte concorrenza sui mercati turistici internazionali. Gli abitanti di Alagna hanno qualcosa da imparare dai turisti, ma molto anche da dare e far conoscere: la loro storia, la loro cultura, la loro capacità di integrarsi in un ambiente aspro e difficile rispettandolo da sempre.<br />
L’integrità del territorio può diventare un modello di sviluppo completamente diverso. Lo sviluppo economico di Alagna e della Valsesia perseguibile con lo sviluppo turistico non può prescindere dal rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e della cultura locale che del turismo costituiscono la risorsa ed il capitale da preservare gelosamente, configurandosi ambiente e cultura come un redditizio bene di valore economico da far valere sui mercati turistici internazionali.<br />
La mega costruzione tanto simile al Castello della favola di Biancaneve non ci interessa, preferiamo la storia e la cultura dei leggendari piccoli forti uomini walser che hanno saputo combattere in un ambiente aspro ed ostile da loro sempre amato e rispettato: la montagna.</p>
<p>		Con i migliori saluti</p>
]]></content:encoded>
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